Triste anniversario


In questi  primi giorni di maggio, cade il settantesimo anniversario del mio rimpatrio.
Alla stazione ferroviaria di Asmara  c’è un gruppo di amici lì sul selciato che sventola i fazzoletti in segno di affettuoso saluto, li ravviso tutti e li porto nel cuore,  agitano i fazzoletti che di lì a poco  asciugheranno tante lacrime, sento i singhiozzi repressi di mia sorella Wania che tenta di far prevalere dignità e forza d’animo sul sentimento.
Se potessi  materializzare le emozioni di quel  triste giorno per fare partecipi a questo mio stato d’animo tutti gli ex asmarini del M. T. lo farei  volentieri, ma ahimè non si può…posso aiutarmi col supporto di un tracciato immaginario che da quel triste giorno rimane bene impresso nella mia mente e nel mio cuore. 
Giunti a Massaua e sistemati tutti i rimpatriandi sul piroscafo Toscana, le sirene di bordo salutano il porto dal quale stiamo per salpare con due fischi lugubri e prolungati, sembra che squarcino l’aria e non solo l’aria, tracciano una scia scura  con la quale si fanno strada attraverso le nuvole che sporcano, mentre al di sotto la scia scende verso il mare come una lama tagliente che frantuma sogni e speranze,  i miei sogni e le mie speranze. Il Toscana sta traghettando lacrime amare, nostalgia e lllusioni di una popolazione inerme e sconfitta.
Nei miei occhi la scia scura tracciata dai fischi delle sirene di bordo e nelle mie orecchie il suono triste dell’addio.

Nago 4 maggio 2016

Marisa Masini