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Brusco Bruno, caduto a Cheren.

Il mese di Marzo del.....1941 è al termine. Dopo 55 giorni di durissimi combattimenti e lotte corpo a corpo, la gloriosa e strenua resistenza delle truppe Italiane a Cheren è pressoché terminata. A contrastare l'avanzata delle forze britanniche e dei loro mercenari rimangono soltanto : Il battaglione CLXX CC.NN; i battaglioni coloniali XXII e XXXIII; e due compagnie del XXXV. Camicie nere ed ascari riconquistarono i pozzi e quota 1407 e, da lì ,tentarono di bloccare il transito dei mezzi britannici e dare un po' di respiro alle nostre truppe ritiratesi sulle posizioni di Ad Teclesan.

 Il 1 Aprile 1941 Asmara viene occupata .Sin qui i fatti di cronaca noti a tutti o quasi. Ora desidero ricordare a chi ci segue quanto accadde dopo il primo Aprile 1941 circa il vergognoso, vigliacco, barbaro comportamento dei comandi britannici che vietarono alla Croce Rossa, alle famiglie italiane, ed eritree di dare degna sepoltura ai nostri caduti della battaglia di Cheren. Mentre i corpi dei soldati di sua maestà britannica vennero raccolti e la maggior parte delle truppe indiane, sudanesi, palestinesi vennero cremati. Gli ufficiali britannici e sudafricani ritrovarono la via del ritorno alle loro famiglie. I corpi dei nostri eroi furono pasto per sciacalli, iene, roditori ed avvoltoi!

 Soltanto sei mesi dopo fu possibile raccogliere ciò che rimaneva dei corpi straziati dei nostri soldati . Ancora una volta la perfida Albione aveva mostrato il suo vero volto barbaro ed incivile a conferma della vergognosa spregiudicatezza morale e politica del cosiddetto Regno Unito. Alcuni temerari riuscirono a Maggio del 1941, recarsi notte tempo nei luoghi che videro i combattimenti e riuscire a "trafugare" - sotto il naso dei presidi indiani alcuni corpi, o quello che restava di loro.

Un corpo fu quello di Brusco Bruno, sottotenente di complemento del battaglione Uork Amba, caduto il 18 Marzo 1941 ed insignito di Medaglia d'oro al valor militare. Partendo da Asmara, ci vollero 15 giorni di marce notturne per giungere sul campo di battaglia di Cheren e colà cercare, tra le rocce e i massi di granito, ciò che rimaneva dei nostri valorosi. La fortuna volle che nel maglione fatto dalla moglie Ida venne ritrovato il teschio di Bruno riconoscibile dalla dentatura e perché nella tasca interna dell'indumento si trovarono le foto di Ida e delle figlie Mimma e Alberta.

C.T.

In questo racconto anonimo, non siamo riusciti ad identificare la sigla C.T. posta in calce, si tratta del recupero dei resti di un soldato. La storia ritrovata nell’archivio di M.T. è presumibilmente scritta da un familiare e pertanto abbiamo ritenuto di pubblicarla in onore del Caduto e di chi sfidando il rischio ne ha recuperato i Resti. Storia minore, dettaglio marginale, ma non per chi l’ ha vissuto, quindi giusto ricordare.

 Aprile 2014, La Redazione.