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ERITREA malgrado tutto sei sempre nel mio cuore.

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10/01/2016 20:40 #26219 da Di-Salvo

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10/01/2016 20:37 #26218 da Di-Salvo

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10/01/2016 20:36 #26216 da Di-Salvo

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10/01/2016 20:30 #26214 da Di-Salvo

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10/01/2016 20:28 #26213 da Di-Salvo
Alla sera seduti fuori tra un piatto di zighinì con anghera e frutta, carlo e Omar fecero un piccolo resoconto del viaggio che da Cheren li aveva portati sino ad Agat, era stato un rivivere quel tratto ormai quasi cancellato di ferrovia malgrado restasse l'impronta del tracciato con le sue principali opere di ponti, gallerie, opere di sostegno e trincee, alle volte negli occhi di Omar, ai ricordi dei viaggi di Carlo, brillava qualche goccia di lacrima meravigliandosi della sua memoria.
Andarono a riposare dopo l'ultimo richiamo del Muezzin che nel silenzio della notte già avanzata a Carlo fecero venire in mente altri ricordi, l'indomani come avrebbe trascorso la giornata ad Agat ?
Gli venne subito a mente il piccolo ponticello di accesso alla stazione posto su un torrente che da bambino lo aveva affascinato, mentre al cambio dei rumori che l'Africa offre tra il giorno e la notte in quanto gli esseri viventi del giorno vengono sostituiti dagli esseri che della notte fanno il loro dominio, fu a quel punto che il sonno ebbe il sopravvento sulle sue vecchie membra.

Al'indomani come sempre in quella terra fu risvegliato, quando ancora sul firmamento splendevano miliardi di stelle, dal canto del Muezzin, rimase però ancora un po in dormiveglia in attesa che spuntassero ad oriente le prime luci dell'alba, i primi movimenti del personale dell'alberghetto lo fecero scendere dall'angareb, con materasso di crine per la calura del luogo.
Dopo una breve colazione con latte di dromedario e qualche biscotto e dopo essersi bevuto un bicchiere di succo di zaitù rosa si avviò verso la stazione, da lì sarebbe andato verso il sottopassaggio posto all'ingresso, avrebbe ritrovato le sue rondini o per lo meno i loro discendenti, Agat era il paese delle rondini stanziali per il suo clima perennemente primaverile o preestivo, giunto al sottopassaggio con cautela vi entrò dentro, nella penombra udì il classico pigolio delle nidiate di rondini, sì perché il soffitto del sottopassaggio era ancora tappezzato da nidi di rondini addirittura sovrapposti l'uno all'altro, era un continuo svolazzare di rondini che entravano ed uscivano continuamente o a costruire nidi con il fango o a portare insetti ai becchi aperti che aspettavano di essere imbeccati, era incredibile come lo splendore della vita animava ancora questo luogo.
Carlo uscì fuori soddisfatto da questa sua conferma e ricordò quando bambino stava ore intere a guardare questa meraviglia della natura, adesso sarebbe andato tra i tucul del villaggio, Agat è stata per lui il paese della meraviglia della natura come lo era stata Ghinda , uccelli tra i più svariati di colori e di tutte le dimensioni, piante e selvaggina avevano avuto per lui un fascino straordinario.
Vagava tra tucul e tucul riscoprendo la vita semplice di queste popolazioni del bassopiano occidentale regolata solo dal sorgere e dal tramontare del sole, dall'andare e venire al pozzo per attingere l'acqua, a curare il modesto gregge di caprette o a macinare la "dura" per creare la farina della "burgutta" il loro pane integrale la cui pasta viene cotta avvolgendola su una pietra rovente precedentemente posta sul fuoco, è lo stesso sistema del sasso rovente che viene posto nelle ciotole di latte di dromedario per sterilizzarlo, usanza questa di tutte le popolazioni dell'Eritrea.
Il latte di dromedario può assicurarlo Carlo è molto denso e grasso, lo può confermare Carlo ha un gusto naturalmente di selvatico e di affumicato causato dal sasso rovente, ricordi di quando trascorse un mese in una concessione, completamente isolata dal mondo, posta ai piedi dell'Agametta dopo Ghinda lungo la valle del "Tavo" presso il villaggio dei "Teva"dove per la prima volta bevve il latte di dromedario in una ciotola affumicata. Era una concessione posta a cavallo del torrente "Tavo" dove si coltivavano pompelmi rosa giganteschi, papaie, banane, zaitù e dove un arancio amaro innestato di limoni, aranci e mandarini dava sullo stesso albero questi tre frutti meravigliosi, questo a causa dello splendido clima perennemente primaverile, nel sentiero all'altezza della sponda che conduceva all'altra sponda del "Tavo" vi era un gigantesco secolare tamarindo nelle cui fronde sempre verdi svolazzavano migliaia di uccelli di ogni specie, con questi ricordi Carlo trascorse la giornata ad Agat.
Alla sera poi mentre stanco, ma soddisfatto della giornata, era disteso sull'angareb si ricordò del pensiero, aveva allora circa 12 anni, che espresse a suo papà mentre tutti e due seduti sul terrazzino di coda del bagagliaio-ufficio fermo sul binario morto della stazione, "Sai papà quando morirò mi piacerebbe essere sepolto lì in cima", indicando la montagnola che sovrasta a nord il villaggio di Agat, papà mi guardò stupefatto, ma non disse nulla. (continua)

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20/12/2015 17:58 #26108 da Di-Salvo
All'indomani Carlo si svegliò al primo canto del Muezzin non immaginava che nel villaggio di Agat vi fosse una Moschea con il suo piccolo minareto, era ancora buio, solo ad oriente dai monti di Cheren iniziava un leggerissimo chiarore, rimase sdraiato nel modesto angareb andando col pensiero a tanti anni addietro cercando di trovare ricordi ed immagini di un tempo ormai remoto.
Aveva una voglia matta di scoprire adesso come si era evoluto il piccolo villaggio di tucul di Agat.
Naturalmente i suoi ricordi erano legati al lontano periodo degli anni '40.
Adesso tutto era cambiato, i tucul si erano moltiplicati creando un grande villaggio per merito della "Scuola di Agricoltura" iniziata da Pavoniani del G.M.A.e poi sviluppata dallo stesso governo dell'Eritrea, pensate oltre agli agrumi si coltivano piante dell'orto e persino vigneti con grande successo.
Questa attività agricola di Agat posta a 33 Km. da Cheren e a 53 Km. da Agordat, pensate cari amici del Mai-Taclì, ha fatto sì che adesso il villaggio ha la sua Moschea, la sua Chiesa Copta e la sua Chiesa Cattolica dedicata ai "SS. Pietro e Paolo; sì proprio così tre religioni monoteistiche la Islamica, la Copta e la Cattolica, come sempre convivono pacificamente, l'Eritrea è l'unica nazione in Africa dove questa tre religioni convivono pacificamente.
La curiosità di Carlo, memore del suo passato, lo portò soprattutto a vedere cosa era rimasto della stazione ferroviaria di Agat dove visse giorni felicissimi e indimenticabili, purtroppo trovò solo un grande abbandono, il basso edificio della stazione mostrava solo qualche colonna e qualche muro, attorno scheletri di vagoni ferroviari abbandonati a cuocere sotto il sole su pochi binari arroventati, alla meraviglia del nuovo villaggio subentrò in Carlo un grande senso di tristezza a vedere come un gioiello di civiltà italiana fosse stato cancellato in questo tratto dell'Eritrea.
Decise con Omar ed Hassan di restare ancora un giorno ad Agat per riposare e riprendere l'indomani il cammino verso le stazioni di Darotai e di Mai-Adarté, altri 17 Km. sempre lungo il vecchio tracciato ferroviario, almeno di ciò che restava. (continua).

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