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ERITREA malgrado tutto sei sempre nel mio cuore.

  • Carlo Di Salvo
  • Autore della discussione
16/07/2014 19:17 #22617 da Carlo Di Salvo
Cara Lulù e carissimi ex-asmarini ed ex-eritrei tutti non potete immaginare come ancora nell'età avanzata mi scorrono le immagini dell' "Eritrea che fu", padre Protasio ci ha inviato le immagini della sua e quindi anche nostra gioventù, ci dice che siamo tutti andati via che non è rimasto nessuno parlando di Massaua, forse materialmente siamo andati via, ma spiritualmente se chiudiamo gli occhi possiamo ancora passeggiare a Taulud, attraversare la diga per Massaua ed immergerci nelle sue stradine in terra battuta, la stessa che calpestai per la prima volta il 24 Dicembre del lontano 1939, quanta felicità e stupore vi era allora in quel bambino a respirare l'aria calda ed umida della allora Perla del Mar Rosso.
Adesso guardo tramite Google-Heart cosa è diventata la Perla del Mar Rosso, ad Archico i cinesi hanno costruito abitazioni moderne, pensate con finestre con i vetri e tanti condizionatori d'aria che al primo black-haut di corrente si trasformerebbero in autentiche fornaci, mah vacci a capire con queste tecnologie moderne.
Ma in questi giorni la mia mente vola ai ricordi di quando mi preparavo per andare in treno con il bagagliaio ufficio di mio papà verso Cheren ed Agordat, andavo a scoprire l'Africa più selvaggia dell'Eritrea, si partiva alle 12,25 da Asmara per giungere a Cheren alle 18,05, si avete capito benissimo quasi 6 ore di treno, con la littorina si impiegavano solo 2 ore e 40 minuti, ma quale meraviglia era percorrere la stupenda e rigogliosa valle dell'Anseba dove si viaggiava lentamente tra sicomori e tamarindi giganti pieni di uccelli variopinti, tra massi enormi frutto di ere geologiche in cui sommovimenti della placca africana avevano provocato quella immensa spaccatura della Rift-Valley che attraversa tutto il Corno d'Africa dal golfo di Zula sul Mar-Rosso sino al Mozambico sull'Oceano Indiano.
Questi paesaggi me li godevo seduto sullo scalino del terrazzino di coda del bagagliaio che era agganciato alla coda del treno, vedevo sotto di me le traversine del binario che lentamente si susseguivano seguendo il tracciato della linea che sinuosa seguiva l'alveo dell'Anseba. (continua).

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15/07/2014 11:25 - 15/07/2014 19:47 #22606 da wania
[justify] CARLO, ti seguo in questo tuo nostalgico e amorevole percorso.... Sapessi come vorrei tornare ancora laggiù, con l'animo semplice della ragazzina che ero quando mi strapparono da quel mondo fantastico.....ma...come si fa! Io sogno, sogno e non permetto che questi sogni mi vengano contestati......sia pure con la forza della Cultura, e della Conoscenza......Sogno di tornare un'altra volta laggiù, solo per gironzolare nella mia città del cuore, per salire la gradinata della Cattedrale, per entrare alla Principe di Piemonte e visitare l'ex Liceo Ginnasio Ferdinando Martini, poche cose, lo so, cose di cuore a me particolarmente care....... Ti saluto con l'affetto di sempre, un abbraccio. Ciao, un abbraccio anche a Gabriela. Gabriela non ce ne volere siamo malati d'Africa, ma questa malattia non è una fissazione come alcuni ignari dicono che sia...è una passione!Ed è importante e bello avere delle passioni nella vita! Non trovi? [/justify]
Ultima Modifica: 15/07/2014 19:47 da wania.

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  • Carlo Di Salvo
  • Autore della discussione
15/07/2014 10:18 #22604 da Carlo Di Salvo
Stò per raggiungere gli 81, per me sono già tanti, eppure la mia mente mi porta sempre LA' dove il cielo è di cristallo del colore dei lapislazzuli, il mare è il più bello del mondo, caldo come è la sua terra e l'amore della sua gente. Papà che lavorava in ferrovia mi ha fatto conoscere il
grande rapporto di amicizia che vi era tra tutti i dipendenti e lavoratori di quel meraviglioso complesso tecnico che l'Italia di Ferdinando Martini aveva donato a quella terra bella perché tanto varia. Dal mare attraverso pianure infuocate la ferrovia raggiunge i primi monti Digdigtà, li scavalca per raggiungere a 888 m.(s.l.m.) l'ubertosa Ghinda, da quì inizia la sua straordinaria ascesa con cui assale la Rift-Valley con una pendenza costante della linea del 35°/°°, per raggiungere la sommità, tra scenari danteschi, ai 2.400 m. della capitale Asmara dove la Primavera regna tutto l'anno, oggi tutto questo è ancora possibile.
Ai miei tempi però da Asmara la linea proseguiva verso il bassopiano occidentale in direzione del deserto sudanese, oggi purtroppo questa linea deve essere ancora rimessa in attività.
Eppure con la tecnologia moderna di google-heart riesco ancora oggi a seguire metro per metro il tracciato sino ad Agordat scoprendo anche i vecchi ponti sul Carobel e sul Barka.(continua)

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