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ERITREA malgrado tutto sei sempre nel mio cuore.

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20/12/2015 17:58 #26107 da Di-Salvo
All'indomani Carlo si svegliò al primo canto del Muezzin non immaginava che nel villaggio di Agat vi fosse una Moschea con il suo piccolo minareto, era ancora buio, solo ad oriente dai monti di Cheren iniziava un leggerissimo chiarore, rimase sdraiato nel modesto angareb andando col pensiero a tanti anni addietro cercando di trovare ricordi ed immagini di un tempo ormai remoto.
Aveva una voglia matta di scoprire adesso come si era evoluto il piccolo villaggio di tucul di Agat.
Naturalmente i suoi ricordi erano legati al lontano periodo degli anni '40.
Adesso tutto era cambiato, i tucul si erano moltiplicati creando un grande villaggio per merito della "Scuola di Agricoltura" iniziata da Pavoniani del G.M.A.e poi sviluppata dallo stesso governo dell'Eritrea, pensate oltre agli agrumi si coltivano piante dell'orto e persino vigneti con grande successo.
Questa attività agricola di Agat posta a 33 Km. da Cheren e a 53 Km. da Agordat, pensate cari amici del Mai-Taclì, ha fatto sì che adesso il villaggio ha la sua Moschea, la sua Chiesa Copta e la sua Chiesa Cattolica dedicata ai "SS. Pietro e Paolo; sì proprio così tre religioni monoteistiche la Islamica, la Copta e la Cattolica, come sempre convivono pacificamente, l'Eritrea è l'unica nazione in Africa dove questa tre religioni convivono pacificamente.
La curiosità di Carlo, memore del suo passato, lo portò soprattutto a vedere cosa era rimasto della stazione ferroviaria di Agat dove visse giorni felicissimi e indimenticabili, purtroppo trovò solo un grande abbandono, il basso edificio della stazione mostrava solo qualche colonna e qualche muro, attorno scheletri di vagoni ferroviari abbandonati a cuocere sotto il sole su pochi binari arroventati, alla meraviglia del nuovo villaggio subentrò in Carlo un grande senso di tristezza a vedere come un gioiello di civiltà italiana fosse stato cancellato in questo tratto dell'Eritrea.
Decise con Omar ed Hassan di restare ancora un giorno ad Agat per riposare e riprendere l'indomani il cammino verso le stazioni di Darotai e di Mai-Adarté, altri 17 Km. sempre lungo il vecchio tracciato ferroviario, almeno di ciò che restava. (continua).

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16/12/2015 18:14 #26079 da Di-Salvo
La piccola carovana prosegue sempre lungo il vecchio tracciato ferroviario che, al contrario della camionabile più in basso, si mantiene in posizione più elevata lungo il modesto declivio del monte Sciabor per evitare le violente piene dell'Hagaz durante le grandi piogge estive dell'altopiano.
A Carlo adesso sembra una passeggiata di ricordi, i suoi occhi malgrado abbagliati dal sole, che ha iniziato la sua discesa all'occidente, spaziano nella lunga distesa di sabbia dell'Hagaz che si perde sino all'orizzonte, contornata da entrambi i lati da modeste montagne alle cui falde crescono Baobab e Tamarindi mentre inizia ad apparire qualche isolata alta pianta di Palma Dum.
Sul letto dell'Hagaz invece è cosparso di acacie ombrellifere spinose e soprattutto dall'endemica pianta del Ghindà i cui grandi fiori a palla aprendosi in quattro grandi petali mostrano i loro colori che variano dal violetto al verde argenteo, le acacie invece sono spesso invase dei nidi degli uccelli tessitori a forma di pera il cui numero fa spesso pendere verso terra i vari rami, di nidi ve ne sono di gialli e di verdi a seconda che siano vecchi o recenti, vedere questi uccelli tessitori dalle piume gialle con la testina nera mentre li costruiscono ( sono sempre i maschi che creano i nidi per attirare le femmine tutte gialle ) come riescono con i loro minuscoli becchi ad intessere i fili d'erba lasciando il foro d'ingresso al nido nella parte inferiore.
Sulla grande distesa di sabbia dell'Hagaz di tanto intanto iniziano ad apparire le prime antilopi che lungo i bordi più verdi cercano i fili d'erba da brucare, anche alcuni dromedari con una zampa legata, per evitare che si allontanino dai loro padroni, zoppicando avanzano lentamente.
Ecco finalmente apparire in lontananza il villaggio di Agat i cui Tucul sono immersi tra piante di acacie e perché no anche dei Ghindà.
Il sole è molto basso quasi ormai vicino al tramonto, presto sparirà e siccome siamo in Africa tra poco calerà il buio più profondo.
Carlo scopre con piacere che ad Agat è sorto un piccolo Hotel l'"AMMAN", i tre carovanieri, a spese di Carlo, potranno riposare su freschi angareb e cenare con menù eritreo con anghera, zighinì e capretto impanato e fritto, frutta abbondante e ciai aromatizzato.
Dopo cena al canto del Muezzin nel silenzio più assoluto Carlo esce fuori ad ammirare il cielo stellato il cui leggero chiarore della via Lattea sembra dirgli "benvenuto ad Agat Carlo". (continua).

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25/11/2015 20:12 #26004 da Di-Salvo
Carlo era molto contento di essere giunto al fondo valle nella stazione di Hummed, nel suo cuore era un pò triste, ben poco era rimasto di quel bellissimo tratto ferroviario costruito nel 1925, come sempre erano rimaste solo le opere edili come ponti, viadotti, gallerie e trincee. Gli ultimi due viadotti che attraversano due torrenti che scendono dalle montagne poco prima di giungere alla stazione di Hummed erano ancora in buono stato, ma traversine e binari non esistevano più, solo nella stazione restavano qualche traversina e qualche binario seminterrati.
Ad Hummed erano a 21 Km. da Cheren ed ormai si trovavano ad una quota di 935 m. s.l.m., il sole adesso picchiava, erano le 12,35, l'aria calda sui 33° si trovavano nel bassopiano occidentale l'aria era asciutta quasi secca al contrario di quella che si trova nel bassopiano orientale influenzata dai vapori del Mar Rosso.
Si erano fermati al piccolo edificio della stazione dove una piccola veranda li proteggeva dai cocenti raggi del sole che attraverso un cielo azzurro batteva come un martello sul terreno, quìì rimasero per circa mezzora a consumare un breve pasto fatto di alcune uova che Omar aveva trovato presso un suo conoscente che furono fritte sul primus, banane e papaie abbeverate con acqua fresca completarono il pasto.
Carlo però voleva sfruttare le ore pomeridiane per superare i restanti 12 Km. che li separavano dalla stazione di Agat, potevano farlo perché adesso la linea, anche se sempre abbandonata e spoglia dei binari, procederà, sempre mantenendosi a monte, seguendo il vasto letto del torrentizio fiume Agaz.
Sapeva anche che il villaggio di Agat si era molto evoluto da quando se la ricordava negli anni '40, quando o con il "bagagliaio-ufficio" di suo papà che faceva staccare proprio alla stazione di Agat onde poter spostarsi lungo la linea Cheren-Agordat o con la littorina o con qualche treno e quando papà mandava lui e la sua mamma in vacanza alla foresteria della stazione.
Tanti erano i ricordi che assalivano la mente di Carlo mentre la piccola carovana di dromedari si avviava verso Agat, ricordava il piccolo orto-giardino con piante di papaie accanto alla stazione con migliaia di uccellini di tutti i colori, il piazzale della stazione con le piante di ibiscus dai cui fiori raccoglieva i sepali del carcadé, si domandava che cosa avrebbe trovato adesso?
Eppure sapeva che proprio ad Agat i Padri Pavoniani del G.M.A. avevano create delle aziende agricole dove gli eritrei studiavano l'agricoltura, erano stati creati dei vigneti per la produzione di vino, cosa avrebbe trovato adesso ?
E' così che la piccola carovana sempre guidata da Hassan procedeva lungo il vecchi tracciato ferroviario del 1925, lasciato il villaggio di tucul di Hummed si seguono sempre le falde dei monti che a Nord delimitano la valle dell'Agaz fino a quando un'ampia curva del tracciato li porta decisamente verso l'ampio letto del torrente Agaz, quì giunti scoprono che adesso ìl tracciato ferroviario, mantenendosi più elevato, è seguito parallelamente dalla nuova camionabile Cheren-
Agordat che superato un viadotto scavalca il torrente Agaz, il tracciato ferroviario prosegue fiancheggiando il torrente in posizione sopraelevata, mentre la camionabile inizia un lunghissimo rettifilo in direzione di Agordat. Ai bordi della lunga vasta pianura del torrente Agaz si iniziano a vedere le verdi piantaggioni che preannunciano il vasto comprensorio agricolo di Agat. (continua).

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25/11/2015 20:11 #26003 da Di-Salvo
Carlo era molto contento di essere giunto al fondo valle nella stazione di Hummed, nel suo cuore era un pò triste, ben poco era rimasto di quel bellissimo tratto ferroviario costruito nel 1925, come sempre erano rimaste solo le opere edili come ponti, viadotti, gallerie e trincee. Gli ultimi due viadotti che attraversano due torrenti che scendono dalle montagne poco prima di giungere alla stazione di Hummed erano ancora in buono stato, ma traversine e binari non esistevano più, solo nella stazione restavano qualche traversina e qualche binario seminterrati.
Ad Hummed erano a 21 Km. da Cheren ed ormai si trovavano ad una quota di 935 m. s.l.m., il sole adesso picchiava, erano le 12,35, l'aria calda sui 33° si trovavano nel bassopiano occidentale l'aria era asciutta quasi secca al contrario di quella che si trova nel bassopiano orientale influenzata dai vapori del Mar Rosso.
Si erano fermati al piccolo edificio della stazione dove una piccola veranda li proteggeva dai cocenti raggi del sole che attraverso un cielo azzurro batteva come un martello sul terreno, quìì rimasero per circa mezzora a consumare un breve pasto fatto di alcune uova che Omar aveva trovato presso un suo conoscente che furono fritte sul primus, banane e papaie abbeverate con acqua fresca completarono il pasto.
Carlo però voleva sfruttare le ore pomeridiane per superare i restanti 12 Km. che li separavano dalla stazione di Agat, potevano farlo perché adesso la linea, anche se sempre abbandonata e spoglia dei binari, procederà, sempre mantenendosi a monte, seguendo il vasto letto del torrentizio fiume Agaz.
Sapeva anche che il villaggio di Agat si era molto evoluto da quando se la ricordava negli anni '40, quando o con il "bagagliaio-ufficio" di suo papà che faceva staccare proprio alla stazione di Agat onde poter spostarsi lungo la linea Cheren-Agordat o con la littorina o con qualche treno e quando papà mandava lui e la sua mamma in vacanza alla foresteria della stazione.
Tanti erano i ricordi che assalivano la mente di Carlo mentre la piccola carovana di dromedari si avviava verso Agat, ricordava il piccolo orto-giardino con piante di papaie accanto alla stazione con migliaia di uccellini di tutti i colori, il piazzale della stazione con le piante di ibiscus dai cui fiori raccoglieva i sepali del carcadé, si domandava che cosa avrebbe trovato adesso?
Eppure sapeva che proprio ad Agat i Padri Pavoniani del G.M.A. avevano create delle aziende agricole dove gli eritrei studiavano l'agricoltura, erano stati creati dei vigneti per la produzione di vino, cosa avrebbe trovato adesso ?
E' così che la piccola carovana sempre guidata da Hassan procedeva lungo il vecchi tracciato ferroviario del 1925, lasciato il villaggio di tucul di Hummed si seguono sempre le falde dei monti che a Nord delimitano la valle dell'Agaz fino a quando un'ampia curva del tracciato li porta decisamente verso l'ampio letto del torrente Agaz, quì giunti scoprono che adesso ìl tracciato ferroviario, mantenendosi più elevato, è seguito parallelamente dalla nuova camionabile Cheren-
Agordat che superato un viadotto scavalca il torrente Agaz, il tracciato ferroviario prosegue fiancheggiando il torrente in posizione sopraelevata, mentre la camionabile inizia un lunghissimo rettifilo in direzione di Agordat. Ai bordi della lunga vasta pianura del torrente Agaz si iniziano a vedere le verdi piantaggioni che preannunciano il vasto comprensorio agricolo di Agat. (continua).

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25/11/2015 20:11 #26002 da Di-Salvo
Carlo era molto contento di essere giunto al fondo valle nella stazione di Hummed, nel suo cuore era un pò triste, ben poco era rimasto di quel bellissimo tratto ferroviario costruito nel 1925, come sempre erano rimaste solo le opere edili come ponti, viadotti, gallerie e trincee. Gli ultimi due viadotti che attraversano due torrenti che scendono dalle montagne poco prima di giungere alla stazione di Hummed erano ancora in buono stato, ma traversine e binari non esistevano più, solo nella stazione restavano qualche traversina e qualche binario seminterrati.
Ad Hummed erano a 21 Km. da Cheren ed ormai si trovavano ad una quota di 935 m. s.l.m., il sole adesso picchiava, erano le 12,35, l'aria calda sui 33° si trovavano nel bassopiano occidentale l'aria era asciutta quasi secca al contrario di quella che si trova nel bassopiano orientale influenzata dai vapori del Mar Rosso.
Si erano fermati al piccolo edificio della stazione dove una piccola veranda li proteggeva dai cocenti raggi del sole che attraverso un cielo azzurro batteva come un martello sul terreno, quìì rimasero per circa mezzora a consumare un breve pasto fatto di alcune uova che Omar aveva trovato presso un suo conoscente che furono fritte sul primus, banane e papaie abbeverate con acqua fresca completarono il pasto.
Carlo però voleva sfruttare le ore pomeridiane per superare i restanti 12 Km. che li separavano dalla stazione di Agat, potevano farlo perché adesso la linea, anche se sempre abbandonata e spoglia dei binari, procederà, sempre mantenendosi a monte, seguendo il vasto letto del torrentizio fiume Agaz.
Sapeva anche che il villaggio di Agat si era molto evoluto da quando se la ricordava negli anni '40, quando o con il "bagagliaio-ufficio" di suo papà che faceva staccare proprio alla stazione di Agat onde poter spostarsi lungo la linea Cheren-Agordat o con la littorina o con qualche treno e quando papà mandava lui e la sua mamma in vacanza alla foresteria della stazione.
Tanti erano i ricordi che assalivano la mente di Carlo mentre la piccola carovana di dromedari si avviava verso Agat, ricordava il piccolo orto-giardino con piante di papaie accanto alla stazione con migliaia di uccellini di tutti i colori, il piazzale della stazione con le piante di ibiscus dai cui fiori raccoglieva i sepali del carcadé, si domandava che cosa avrebbe trovato adesso?
Eppure sapeva che proprio ad Agat i Padri Pavoniani del G.M.A. avevano create delle aziende agricole dove gli eritrei studiavano l'agricoltura, erano stati creati dei vigneti per la produzione di vino, cosa avrebbe trovato adesso ?
E' così che la piccola carovana sempre guidata da Hassan procedeva lungo il vecchi tracciato ferroviario del 1925, lasciato il villaggio di tucul di Hummed si seguono sempre le falde dei monti che a Nord delimitano la valle dell'Agaz fino a quando un'ampia curva del tracciato li porta decisamente verso l'ampio letto del torrente Agaz, quì giunti scoprono che adesso ìl tracciato ferroviario, mantenendosi più elevato, è seguito parallelamente dalla nuova camionabile Cheren-
Agordat che superato un viadotto scavalca il torrente Agaz, il tracciato ferroviario prosegue fiancheggiando il torrente in posizione sopraelevata, mentre la camionabile inizia un lunghissimo rettifilo in direzione di Agordat. Ai bordi della lunga vasta pianura del torrente Agaz si iniziano a vedere le verdi piantaggioni che preannunciano il vasto comprensorio agricolo di Agat. (continua).

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Carlo era molto contento di essere giunto al fondo valle nella stazione di Hummed, nel suo cuore era un pò triste, ben poco era rimasto di quel bellissimo tratto ferroviario costruito nel 1925, come sempre erano rimaste solo le opere edili come ponti, viadotti, gallerie e trincee. Gli ultimi due viadotti che attraversano due torrenti che scendono dalle montagne poco prima di giungere alla stazione di Hummed erano ancora in buono stato, ma traversine e binari non esistevano più, solo nella stazione restavano qualche traversina e qualche binario seminterrati.
Ad Hummed erano a 21 Km. da Cheren ed ormai si trovavano ad una quota di 935 m. s.l.m., il sole adesso picchiava, erano le 12,35, l'aria calda sui 33° si trovavano nel bassopiano occidentale l'aria era asciutta quasi secca al contrario di quella che si trova nel bassopiano orientale influenzata dai vapori del Mar Rosso.
Si erano fermati al piccolo edificio della stazione dove una piccola veranda li proteggeva dai cocenti raggi del sole che attraverso un cielo azzurro batteva come un martello sul terreno, quìì rimasero per circa mezzora a consumare un breve pasto fatto di alcune uova che Omar aveva trovato presso un suo conoscente che furono fritte sul primus, banane e papaie abbeverate con acqua fresca completarono il pasto.
Carlo però voleva sfruttare le ore pomeridiane per superare i restanti 12 Km. che li separavano dalla stazione di Agat, potevano farlo perché adesso la linea, anche se sempre abbandonata e spoglia dei binari, procederà, sempre mantenendosi a monte, seguendo il vasto letto del torrentizio fiume Agaz.
Sapeva anche che il villaggio di Agat si era molto evoluto da quando se la ricordava negli anni '40, quando o con il "bagagliaio-ufficio" di suo papà che faceva staccare proprio alla stazione di Agat onde poter spostarsi lungo la linea Cheren-Agordat o con la littorina o con qualche treno e quando papà mandava lui e la sua mamma in vacanza alla foresteria della stazione.
Tanti erano i ricordi che assalivano la mente di Carlo mentre la piccola carovana di dromedari si avviava verso Agat, ricordava il piccolo orto-giardino con piante di papaie accanto alla stazione con migliaia di uccellini di tutti i colori, il piazzale della stazione con le piante di ibiscus dai cui fiori raccoglieva i sepali del carcadé, si domandava che cosa avrebbe trovato adesso?
Eppure sapeva che proprio ad Agat i Padri Pavoniani del G.M.A. avevano create delle aziende agricole dove gli eritrei studiavano l'agricoltura, erano stati creati dei vigneti per la produzione di vino, cosa avrebbe trovato adesso ?
E' così che la piccola carovana sempre guidata da Hassan procedeva lungo il vecchi tracciato ferroviario del 1925, lasciato il villaggio di tucul di Hummed si seguono sempre le falde dei monti che a Nord delimitano la valle dell'Agaz fino a quando un'ampia curva del tracciato li porta decisamente verso l'ampio letto del torrente Agaz, quì giunti scoprono che adesso ìl tracciato ferroviario, mantenendosi più elevato, è seguito parallelamente dalla nuova camionabile Cheren-
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