× Benvenuti nel forum del Maitaclì!

Questo spazio va usato per i nostri messaggi.

L'ANGOLO DELLA POESIA ..... e Di ALTRO

Di più
09/03/2012 11:39 - 10/03/2012 08:31 #11954 da Narrante
Direttamente dal...Lago Tana

Sul Laga Tana - di Daniele Serra

Link inviatomi da Francesco in...diretta

Silvano
Ultima Modifica: 10/03/2012 08:31 da Narrante.

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Di più
23/02/2012 04:15 #11765 da Nocerino
Bellissime le poesie di Agau e Francesco.....GRAZIEEEEEEEE
Francesco quella del "cornuto" bellissimaaaaaaaaaaaaaa!!!!

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Di più
23/02/2012 01:18 #11764 da Francesco
Filosofia del cornuto

Ognuno 'e nuie nasce cu nu destino:
a malasciorta, 'e vvote, va.... po' torna;
chi nasce c' 'o scartiello arreto 'e rine,
chi nasce c' 'o destino 'e purtà 'e ccorne.

Io, per esempio, nun me metto scuorno:
che nce aggio a fà si tarde ll'aggio appreso?
Penzavo: si, aggio avuto quacche cuorno,
ma no a tal punto de sentirme offeso.

È stato aiere 'o juomo, 'a chiromante,
liggenneme cu 'a lente mmiezo 'a mano,
mm'ha ditto: "Siete stato un triste amante,
vedete questa linea comme è strana?

Questa se chiamma 'a linea del cuore,
arriva mmiezo 'o palmo e po' ritorna.
Che v'aggia di, carissimo signore;
cu chesta linea vuie tenite 'e ccorne.

Guardate st'atu segno fatto a uncino,
stu segno ormai da tutti è risaputo
ca 'o porta mmiezo 'a mano San Martino,
o Santo prutettore d' 'e comute".

Sentenno sti pparole int' 'o cerviello
accumminciaie a ffà,mille penziere.
Mo vaco a casa e faccio nu maciello,
pe Ddio, aggia fà correre 'e pumpiere.

"Ma no... Chi t' 'o ffa fà?" (na voce interna
mme suggerette). "Lieve ll'occasione.
'E ccorne ormai songhe na cosa eterna,
nun c'è che ffà, è 'a solita canzone.

'0 stesso Adamo steva 'mparaviso,
eppure donna Eva ll'ha traduto.
'ncoppa a sti ccorne fatte nu surriso,
ca pure Napulione era cornuto!".

Totò

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Di più
20/02/2012 14:28 #11713 da Francesco
Caro Silvano ,
anzitutto viva 'o Re !
Scherzo ,ma non dobbiamo ignorare le nostre origini .Anche i tuoi avi ,abitanti della Terra del Lavoro erano sudditi dei Borboni .Le origini si perdono nella notte dei tempi :la provincia era identificata con il nome di "Liburia".Ma il toponimo risulta controverso in quanto il nome "Liburia"potrebbe derivare dal nome di un'antica popolazione ,quella dei Leborini o Liburi .Un'altra versione individua l'origine del nome nel gentilizio Libor ,probabilmente divenuto Labor per un errore di trascrizione ( lapsus calami )oppure per una distorsione fonetica .
Sorvolo la storia dagli antichi greci all'avvento dei Borboni ( originari della Casata regnante spagnola ) poichè troppo lunga da raccontare .Mi limiterò alle ultime vicende dei secoli XIX e XX.
La provincia comprendeva i seguenti distretti:
Distretto di Caserta;
Distretto di Gaeta;
Distretto di Sora;
Distretto di Nola;
Distretto di Piedimonte d'Alife.
Con la cosidetta Unità d'Italia al posto del distretto venne adottato il termine amministrativo di Circondario
Negli anni ’20 del secolo scorso , venne soppressa la provincia dlla Terra del Lavoro ed i suoi comuni vennero suddivisi tra le province di Napoli che incorporo’ i circondari di Nola e Caserta ed i comuni di Carinola,Conca della Campania,Francolise,Marzano Appio,Mondragone ,Ponza,Roccamonfina,Sessa Aurunca e Tora .
Roma incorporo’ Fondi,Gaeta,Formia ,Castelforte,Spigno Saturnia e Santi Cosma e Damiano.
Campobasso incorporo’ Capriati a Volturno,Ciorlano,Gallo Matese,Letino,Prata Sannita ,Pratella,e Valle di Prati .
La nuova prov. di Frosinone incorporo’ il circondario di Sora ed il Cassinate .
Nel 1934 venne , dal Duce , istituita la prov. di Littoria ( con capoluogo Littoria ,inaugurata nel 1932 ) che incorporo’ il bonificato Agro Romano , Fondi,Gaeta,Formia ,Castelforte,Spigno Saturnia e Santi Cosma e Damiano.
Nel 1945 venne istituita la provincia di Caserta, comprendente la parte della provincia di Terra di Lavoro passata alla provincia di Napoli ad eccezione dell'agro nolano, oltre ad alcuni comuni della valle del Volturno precedentemente appartenuti alle province di Benevento e Campobasso.
Non tutto , Silvano , era da buttare .Parlo del regime borbonico .Purtroppo la storia l’hanno scritta solo i vincitori .Il Regno delle Due Sicilie era il piu’ avanzato dei reami,principati ecc. sparsi nello stivale .Poi venne Garibaldi al servizio di quei pezzenti dei Savoia e si portrono via tutto ,spogliarono i ricchi forzieri dei Banchi di Sicilia e Napoli .Avevamo la 3^flotta mercantile del mondo .Comunque piu’ in là ti spediro’ una un resoconto dettagliato .Nel 1860 un fratello di un mio bisnonno materno ,ufficiale di cavalleria ,al comando del suo squadrone ,immolo’ la propria vita per difendere Palermo ed il suo re .Con l’avvento dei Savoia ( che il diavolo se li porti ,ad eccezione del duca Amedeo d’Aosta ) inizio’ per il sud la questione meridionale .Ancora attuale .
viva 'O RE !

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Di più
20/02/2012 10:44 #11712 da Narrante
Francesco buongiorno,
La pubblicazione dell'antico inno borbonico come dobbiamo considerarla?
1) - Semplice informazione di natura storica?
2) - Prove generali per l'indipendenza della Sicilia?

Io nel mio piccolo sto organizzandomi per "Indipendenza di Narrante Silvano"
Magari mi compro un isolotto sperduto in una zona dal clima "mite" e poi mi darei alla pesca, mi organizzerei con qualche gallina per le uova, qualche capretta per latte, formaggi e...alimentazione.
Un piccolo orticello...e così via...
Cerco seguaci per formare una piccola comunità: l'unità fa la forza!
Le iscrizioni sono aperte!
Saluti,
Silvano in cerca di...indipendenza...

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Di più
20/02/2012 02:38 #11702 da Francesco
L'INNO AL RE ( Inno ufficiale del Regno delle Due Sicilie dal 1816 al 1860 ).

Sctitto e musicato dal grande Giovani Paisiello .

L'Inno al Re era l'inno nazionale del Regno delle Due Sicilie, scritto e musicato da Giovanni Paisiello, che venne adottato nel 1816.

Non si sa con certezza quale fosse il testo esatto, che nel tempo subì diverse modifiche, ma venne ritrovata una partitura che conteneva anche il testo dell'inno datata tra il 1835 e il 1840.

Il nome riportato nel testo, cambiava ogni volta che veniva incoronato un nuovo sovrano.

La partitura prevede l’esecuzione con due parti di canto: soprano e basso, mentre gli strumenti utilizzati sono: flauti, clarinetti in do, oboi, corni in fa, trombe in do, fagotto e serpentone.

Testo

Iddio preservi il Re
per lunga e lunga età
come nel cor ci sta
viva [Fernando] il Re!

Iddio lo serbi al duplice
trono dei Padri suoi
Iddio lo serbi a noi!
viva [Fernando] il Re!

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Tempo creazione pagina: 0.335 secondi