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Sognando...le isole Dahlak...

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27/11/2012 12:07 #14905 da Giacinto-Matarazzo
E.C. Citano Bottego = Capitano Bottego.

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27/11/2012 12:05 #14904 da Giacinto-Matarazzo
O SILVANO, da vecchi documenti al momento della resa di Massaua molte unità si diressero alle Dahlak per autoaffondarsi o aprendo i kingstones o usando cariche di dinamite.Per quanto riguarda le unità militari risultano affondate nel Gubbet Mus Nefit,interno dell'isola Dahlak Grande,i rimorchiatori Ausonia,Malamocco,Oneglia,Panaria,Pirano e Porto Venere; mentre per il naviglio mercantile sono Urania,Sauro e Mazzini, navi passeggere, Citano Bottego, da carico,navi cisterne Giov e Prometeo. Invece dal link risultano il c.t.Nullo presso l'isola di Harmil e le navi Urania e Sauro.
Ti saluto

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24/11/2012 16:14 #14860 da Narrante
Visto che la zona delle Dahlak è affollata di relitti, inserisco un link dei relitti sparsi in mare:

Attenzione a NON impigliarvi...

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22/11/2012 18:54 - 22/11/2012 20:05 #14826 da Narrante
Giacinto in effetti il Mar Rosso, escluse certe zone, non è molto profondo e la configurazione madreporlacea con le se difformità costituisce un pericolo sia per le grosse imbarcazioni che per quelle più piccole.
I primi studi approfonditi furono effettuati dai portoghesi, ma con grande approssimazione.
Studi più validi e veritieri furono fatti proprio dall'Italia. Riporto quì di seguito un estratto ripreso dalla mia enciclopedia "G20" (venti volumi) della De Agostini:
Quindi per evitare le insidie dovute ai banchi rocciosi e ai banchi coralliferi bisogna avvalersi di una cartografia sempre aggiornata e precisa.
Tu stesso difatti segnali come le conoscenze di tuo padre fossero spesso richieste dall'Istituto Idrografico della Marina per disporre di dati sempre aggiornati e sempre più precisi.
Comunque, malgrado ciò, il Mar Rosso esercita un fascino irresistibile sia ai vecchi lupi di mare che ai principianti.
Il cimitero di navi e imbarcazioni varie costituisce inoltre un pericolo aggiuntivo in quanto sono in continuo aumento.
Tu sei mai andato alle Dahlak?
Io sì con...Carlo, ormai 2 volte, ma una prima volta anche con la Wania che mi ha propinato diverse foto che io ho inserito nel sito, ma senza particolari descrizioni, pensando che io fossi un esperto...quindi per non lasciare le foto orfane di didascalia, dovevo documentarmi...
Che tempi ragazzi che tempi!
Perché non facciamo una colletta: ci compriamo un caicco e via....verso il Mar Rosso e le isole Dahlak!!!
Credo che Carlo sarà il primo a iscriversi, lo vedo là che già alza la mano....
Silvano.

P.S. Il Prof d'Errico, che avrai sicuramente conosciuto, asseriva che le isole Dahlak, in profondità hanno dei ricchi giacimenti di petrolio. Lo scoppio della guerra interruppe le ricerche...ma secondo me...petrolio ci cova...ci cova...e qualcuno lo sa...
Ultima Modifica: 22/11/2012 20:05 da Narrante.

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22/11/2012 17:34 #14825 da Giacinto-Matarazzo
SILVANO, sono entrato nel sito "LA COMPAGNIA DEL MAR ROSSO". Ho letto il curriculum del Pezzelli. Interessante. Ma il mar Rosso nasconde tante di quelle insidie che nessuno se lo immagina.Dal golfo di Suez allo stretto di Bab El Mandeb. I suoi fondali sono cimiteri di navi. Sembra di facile navigazione,basta un niente uscire fuori rotta e andare a finire su un banco di coralli,specialmente negli atterraggi lungo la costa arabica.Pensa che nel porto di Gedda le navi entrano solo di giorno, anche col radar e scandaglio, amenocchè non si hanno determinati e precisi punti di riferimento che ti permettono l'ingresso anche di notte.E' un dedalo di canali tra enormi ed estesi banche di corallo e solo in quegli spazi si può navigare. Ma sono esperienze che i naviganti fanno solo dopo lunghissimi periodi di navigazione in quel mare. Nel '38 il p.fo passeggeri "Carnaro" del L.T.,in viaggio er l'Italia,andò a incagliarsi, e fortunatamente di giorno, su un banco di coralli proprio dopo l'uscita da canale nord per un errore di rotta e affondò.Non ricordo se ci furono vittime o meno.Mio padre fu uno dei tanti studiosi di quel mare avendolo navigato sin dal 1926.E per tutti gli anni che ha vissuto a Massaua, sia prima che dopo il conflitto, spesso aveva richieste dall'Istituto Idrografico della Marina per rettifiche e aggiornamenti delle carte nautiche. Dal '57 al '59,negli ultimi due anni di navigazione che dovette effettuare per regolarizzare la sua situazione contributiva,negli approdi nel porto di Gedda entrava anche anche di notte e senza radar e col solo scandaglio.Non hai idea quante volte le navi in navigazione nel mar Rosso da nord a sud sono andate ad arenarsi sull'isola di Perim dove c'era pure un potentissimo faro che si vedeva anche da Assab.Indecisioni ed errori di manovra.Ti invierò una comunicazione del 1956 che ricevette mio padre dal Ministero Marina. Era il periodo della guerra tra Egitto e Israele.
Cisi

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18/11/2012 16:08 - 18/11/2012 16:18 #14771 da Narrante
Maurizio Pazzelli: Un asmarino sognatore che ha trasformato i propri sogni in realtà!
Maurizio Pazzelli: note tratte dalla Compagnia del Mar Rosso...[justify]
Cercare di raccontare le storie di uomini che hanno trascorso la maggior parte della loro esistenza a bordo di una barca, navigando in lungo e in largo nei mari del mondo, non è semplice, soprattutto quando si deve spiegare con parole semplici, come dietro a quella facciata di persone chiuse, spesso poco propense alla socializzazione e un po’ burbere, vi siano invece persone ricche di un’umanità senza limiti. Troppe volte ci fermiamo di fronte alla prima impressione e pretendiamo di giudicare per come le persone ci appaiono a prima vista, oppure più spesso non abbiamo il tempo necessario per accedere oltre alla facciata superficiale. Tra questi “misteriosi” personaggi ce n’è uno che può essere considerato in assoluto il maggior conoscitore del Mar Rosso dello Yemen e dell’arcipelago delle mitiche isole Dahlak. Lui è Maurizio Pazzelli, nato ad Asmara il 7 gennaio 1958. Già il fatto di essere nato a pochi chilometri dalla costa del Mar Rosso diventa inevitabilmente un collante per il suo futuro. Massaua, per tutti gli abitanti di Asmara era considerato il luogo di villeggiatura marino; vere e proprie spedizioni di ragazzi, partivano durante i fine settimana da Asmara alla volta di Massawa per trascorrevi qualche giorno di vera libertà nuotando nelle sue ricche acque, dove l’incontro con gli squali e le mante era cosa normalissima, anzi la quotidianità.
Questo era tutto quello che offriva la vita in Eritrea a dei ragazzi, ma non era poco, anzi era un privilegio che pochi ragazzi di quell’età potevano permettersi. Maurizio ha trascorso la sua infanzia tra la piccola cittadina di Asmara e le spiagge incontaminate di Massawa e questo privilegio gli ha permesso di amare profondamente questo mare e come per molte persone, l’Africa è diventa una “malattia” il famoso “Mal d’Africa”, anche il Mar Rosso per chi ci è nato è una malattia difficile da reprimere.
Purtroppo, anche le belle favole, hanno una fine e nel 1973, rientra in Italia con la famiglia dove inizia a frequentare il liceo scientifico prima per poi iscriversi successivamente alla facoltà di medicina. Nel frattempo il ricordo della soffocante e afosa Massawa con il suo meraviglioso mare e della mite Asmara, vengono collocate in un angolo della memoria senza sapere se mai potrà riverificarsi il miracolo di tornarvi. Altri interessi prendono il sopravvento come per esempio il calcio che per Maurizio diventa parte integrante della sua vita giovanile, anzi a dire la verità il calcio diventa quella “malattia” che si sostituisce ai ricordi giovanili infatti, questa irrefrenabile passione lo porta addirittura a raggiungere le soglie del professionismo. Nel frattempo la passione per il mare, mai del tutto assopita, lo porta ad acquisire varie patenti nautiche e brevetti subacquei prima e poi, a lavorare come skipper in Grecia con il Greek Private Sailing Club una società di charter velico.
Cambiando ogni settimana barca ed equipaggi, Maurizio acquisisce notevole esperienza fino a costituire nel 1982 a Venezia il G.P.S.C. Italia, una delle prime società italiane di noleggio di imbarcazioni in Grecia.
Nel 1984 diventa lo Skipper ufficiale del rinomato Cantiere Veneziano C.C.Y.D. che costruisce lussuosi yacht a vela e a motore presso il quale lavora sino al 1992, effettuando le prove a mare di tutte le barche costruite e soprattutto occupandosi di realizzare buona parte dei trasferimenti tra Venezia e Genova in occasione dei Saloni Nautici, per un totale di 23 circumnavigazioni dell'Italia, nonché di tutti i trasferimenti per consegnare le varie imbarcazioni ai clienti in tutto il mondo.
Nel 1987 costituisce a Porto Cervo La Compagnia delle Isole, acquistando l'Amadablam, un Orca 43' e iniziando a effettuare charter giornalieri nell'arcipelago della Maddalena e sulle Bocche di Bonifacio.
Dal 1986 al 1989 trasferisce due 70' sino ai Caraibi, nel 1990 trasferisce un 75' sino a Osaka in Giappone e nel 1991 un 120' alle isole Mauritius.
Senza quasi rendersene conto, quello spirito libero di chi è nato e vissuto in Mar Rosso, torna prepotentemente a riemergere e a questo punto la strada è una discesa senza fine che porta diretta laddove era cominciata. Nel 1992 accetta l'incarico di Comandante sul Giana G, un bellissimo yacht privato, un CCYD 85', con il quale naviga in estate lungo le coste di Grecia e Turchia e in inverno scappa, anzi torna, nel suo amato arcipelago delle Dahlak dove trascorre tutti gli inverni dal 1992 al 1995, navigandolo in lungo e in largo e acquisendo una conoscenza di questi luoghi unica al mondo. Ormai il grande passo è stato fatto e nel maggio 2005, sbarca definitivamente dal CCYD nel porto di Massawa per prendere il comando del Nobile, una goletta turca di 33 metri, con la quale torna alla sua antica passione del charter e del Mar Rosso.
Nel 1996 acquista a Bodrum il Maila, un'altra goletta turca, la trasferisce sino a Massawa dove affiancherà il Nobile nell'attività di charter.
Sino al febbraio del 1998 avrà il piacere di fare conoscere le Isole Dahlak a oltre millecinquecento ospiti, tra subacquei e normali turisti, guidandoli personalmente alla scoperta dei fondali e delle selvagge spiagge di questo fantastico arcipelago.
Nel 1998, a causa del precipitare della situazione politica tra Eritrea e Ethiopia, prende in gestione il ms/y Katharina, una splendida goletta turca di 36 metri e inizia a realizzare charter ad alto livello in Mediterraneo durante il periodo estivo, navigando tra Sardegna, Corsica, Eolie e Grecia mentre gli inverni li trascorre nello Yemen, una nuova destinazione, assolutamente sconosciuta ma altrettanto misteriosa e affascinate.
Nel 2000, nel corso di uno dei tanti trasferimenti dallo Yemen all'Italia, al largo delle coste Sudanesi, nottetempo urta accidentalmente un container semisommerso, perso da una nave e, vede tristemente affondare l'amata Katharina senza poter fare nulla.
Non accettando l'idea di abbandonarla, acquista i documenti e il relitto affondato, lavora tre mesi in immersione fino a quando, grazie anche all’aiuto di diversi amici, la fa riemergere. Purtroppo tre mesi di acqua salata e intemperie varie, hanno ridotto il Katharina a un vero relitto ma la passione che un capitano prova per la propria barca è superiore a qualsiasi avversità ed è proprio grazie a questo smisurato amore che dopo nove mesi di intensissimi lavori, riporta il Katharina all'antico splendore e ricomincia la sua attività di crociere in Mar Rosso, alternandosi tra i meravigliosi fondali Sudanesi, meta dei subacquei di tutto il mondo e l’affascinante mare dello Yemen, incomparabile per il turismo nautico. Oggi Maurizio è ancora qui, pronto ad accogliere i suoi ospiti a bordo del Katharina per navigare attraverso le selvagge isole dello Yemen ma i sogni non devono mai smettere di esistere e allora ecco pronto il suo progetto per il futuro: affiancare al Katharina un’altra goletta,più grande, con 2 motori e tutti i comfort, per realizzare crociere itineranti lungo tutto il Mar Rosso spingendosi sino in Oman.
Aspettatevi un compagno di viaggio affettuoso ma anche simpaticamente “burbero” nella sua percezione costante della responsabilità dell’imbarcazione, degli ospiti e dell’equipaggio che farà sempre del suo meglio per farvi apprezzare questa parte inesplorata di Mar Rosso di cui si è perdutamente innamorato. La sua vita è ora lì, in compagnia del suo fidato equipaggio e Shabwa, non la mitica Shabwa del deserto del Rub al Qali sulla via dell’incenso, ma il suo inseparabile gatto.
Non dimentichiamoci che questi uomini di mare nascondono sempre dietro alla loro imperturbabile maschera di persone dure e un po’ burberi, la loro vera natura fatta di normalità, che amano e apprezzano le cose semplici della vita …… nel caso di Maurizio questo è il calcio, una vera malattia per la quale ormai rimane il ricordo di un trascorso da ex calciatore e tante pagine di Gazzetta dello Sport consumate in qualsiasi momento della giornata, ammesso che qualche anima buona si ricordi di portargli la “Rosa” appena pubblicata, anche se vecchia di qualche giorno va bene lo stesso. Questa sua sfrenata passione l’ha portato a diventare l’organizzatore della Coppa dell’Amicizia, un evento calcistico che si tiene ogni anno in un paese diverso e che mette a confronta una selezione di ex calciatori della nazionale italiana, tra i quali Paolo Rossi e la nazionale del paese ospitante.
Quella con Paolo Rossi è un’amicizia che si è consolidata negli anni vista la sfrenata passione dell’ex calciatore per le immersioni, diventato ospite fisso a bordo del Katharina.
L’anno scorso la manifestazione calcistica è stata realizzata nello Yemen mentre quest’anno il paese ospitante sarà l’Ethiopia. Ovviamente il ricavato di questa manifestazione verrà devoluto interamente al paese nel quale si effettua la partita e dopo il mare, questo può a tutti i diritti essere considerato il suo secondo e inseparabile amore.
[/justify]

I siti che parlano di Maurizio Pazzelli sono tanti. Carlo mi ha detto: Silvano, cerca su Google e troverai materiale a bizzeffe su Maurizio...
Ultima Modifica: 18/11/2012 16:18 da Narrante.

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