Colonizzazione dell’A.O.I.:
Un altro parere autorevole, quanto inopportuno!

 

Dalla lettura di un testo di recente pubblicazione abbiamo appreso il parere di Hitler circa il pe-riodo della nostra colonizzazione. Lo abbiamo appreso con una certa curiosità e per questo lo ri-proponiamo in quanto il Führer non era proprio entusiasta per le iniziative dell’Italia dell’epoca.
Quella che noi conosciamo come la Campagna D’Etiopia è in effetti la seconda guerra (ott.’35/mag.’36) tra il Regno d’Italia e quell’Antico Impero. Quella guerra, tanto deprecata, in ef-fetti non venne ostacolata dalle Grandi Potenze nemiche (Francia Inghilterra), per tante ragioni che qui non possiamo esporre; di fatto erano contrarie quindi solo a parole. Il futuro nostro allea-to, invece a parole era favorevole all’operato del nostro Governo, nei fatti però cercò di ostacolar-ci.
Hitler preso ancora da gravi problemi interni, all’epoca, non poteva ancora pensare all’espansionismo, mentre il suo omologo Mussolini, con il pieno avvallo del Re aveva già intrapre-so questa strada e vedremo con successo.
oaiQuesta “fuga in avanti” dell’Italia, provocava nel Führer: rancore, invidia e rabbia, tale da indurlo ad esprimere segretamente al Negus la sua solidarietà ed armarlo contro la nostra Aviazione dotandolo di cannoni anti aerei di piccolo calibro ma estremamente precisi e manovrabili (Okleliker?) per supplire ad una loro debolezza, oltre che fornirgli qualche servizio “d’intelligence”. Tutto naturalmente con grande tatto e discrezione.
Hitler però cambiò idea; quando nel 1942 stava realizzando in Europa il “suo impero” e quando inizialmente mieteva successi anche in Africa del Nord, pensava di cedere all’Italia niente che me-no che l’Egitto! Ma sentiamo le sue parole riportate dai suoi biografi: H.R. Trevor Roper e F. Dragosei.
(Dal testo: -Così parlò Hitler- di F. Dragosei Ed. Mursia Mi. 2015 pag.117):

L'offensiva era iniziata bene, mentre anche dal Nord Afri¬ca le notizie erano positive per la Germa-nia. I Panzer avan¬zavano nel Caucaso, avevano catturato alcuni pozzi, stavano per sferrare l'assalto decisivo a Grozny, il principale centro petrolifero, vicino al Mar Caspio. Il 21 agosto 1942 la svasti¬ca sventolava sull'Elbrus, la montagna più alta del Caucaso. Più a Nord le armate del gruppo B avanzavano lungo il Don verso Stalingrado. E il Fuhrer già accarezzava nuovamente i sogni di trionfo. Sfondando a El Alamein, l'Afrikakorps di Rommel che alla fine di giugno del 1942 era a meno di cento chilometri da Alessandria, avrebbe avuto in mano l'Egitto, poi sarebbe potuta salire verso l'Iraq per ricongiun¬gersi, chissà, con le truppe del Caucaso. L'Egitto sarebbe diventato una colonia italiana: «Sono sempre più dell'opi¬nione che l'Egitto appartenga alla sfera d'influenza italiana.
Per noi la Sfinge egiziana non ha alcuna attrazione, mentre per l'impero italiano è di importanza vitale». Anche Suez sarebbe dovuto andare agli italiani: «I loro possedimenti in Eritrea e Abissinia da soli rendono essenziale che ricevano il Canale di Suez». Il Fuhrer aveva un giudizio assai positivo della presenza italiana in Africa. «Spero che gli italiani, che finora hanno dimostrato notevole abilità nelle relazioni con i mussulmani, non vanifichino la reputazione che si sono giustamente guadagnati [...] In questioni importanti, come l'irrigazione, la costruzione di strade, eccetera, sono certo che i colonizzatori italiani, che lavorano come api, faranno meraviglie sotto la guida del Duce. Se avessero avuto dieci anni in Etiopia, i costruttori di strade italiani l'avrebbero tra¬sformata in una colonia modello.»

M.T. La Redazione (dic. ’15)