M. T. Eritrea 1949: Aziende Zooagricole (di Dahari e Inghernè)

Comm. Giacomo DE PONTI.

Azienda di Dahari

GIACOMO DE PONTI Animato da un vivissimo amore per la agricolture, studioso assiduo delle possibilità e dei problemi ad essa attinenti, il Comm. DE PONTI ha dato vita e sviluppo a due aziende zooagricole, entrambe notevoli per le colture, la capacità produttiva e l'organizzazione.

La prima azienda si estende, in regione Dahari (Cheren) su complessivi ettari centocinquanta, dei quali circa cento occupati da colture di agave (sisal) e da pascoli, mentre i restanti cinquanta ospitano coltivazioni di durra, erba medica ed estesi agrumeti. L'irrigazione è fornita da cinque pozzi, muniti di motopompe, e le varie coltivazioni e colture, favorite dal clima temperato di cui gode la ridente conca di Cheren, sono in fiorente fase di continuo sviluppo. L’azienda ebbe inizio circa diciotto anni or sono (1931) ed ha raggiunto l’attuale notevole grado di sviluppo grazie alle continue vigili cure ad essa dedicale.

Circa quattrocento capi di bestiame vaccino sono ospitali in quattro ampie e moderne costruzioni in muratura, opportunamente separate per permetterne un eventuale isolamento; di essi circa centocinquanta sono il prodotto di esperimenti sull'incrocio fra riproduttori di razza bruno svizzera od olandese con clementi scelti Ira le varie razze locali; gli esperimenti ebbero inizio cinque anni or sono, e ad essi fu dedicalo sin dall’inizio particolare studio. L’azienda si vaie di tre vigorosi torelli di razza bruno svizzera, ed il loro incrocio con esemplari Begait, Aradò o arabi ha dato notevoli risultati, sin dall’inizio, permettendo di ottenere esemplari che, persa la gibbosità originaria materna, vennero sempre più acquistando le caratteristiche di manto, taglia, complessione, e, particolare importante, di lattazione e sua durata, proprie della razza bruno svizzera. Con opportune selezioni, con attento studio e vigile cura, gli esperimenti proseguono, tendenti ad ottenere un progressivo e costante miglioramento di razza.

Con non minore cura si attende all’alimentazione del bestiame, alimentazione cui provvedono vasti pascoli ed estese coltivazioni di erba medica che, con l'elevato tenore, sopperisce alla povertà nutritizia dei foraggi; con un mulino a martelli, installato nell’azienda, si opera la frantumazione delle canne di durra, per renderle maggiormente appetibili e masticabili dal bestiame.

Nella produzione lattifera si sono ottenuti già, con i prodotti da incrocio, note­voli risultati; detta produzione, infatti, che negli elementi di razza locale si aggira sui tre-quattro litri di latte al giorno, e per tre-quattro mesi l’anno, ha raggiunto con i prodotti da incrocio i sette-otto litri giornalieri per una durata di lattazione quasi doppia.

Poiché si spera di poter ottenere, fra non molto, esemplari la cui produzione media raggiunga i dodici litri giornalieri, la produzione totale odierna di quattro-cinquecento litri dovrebbe salire a seicento giornalieri; risultato notevole, tenendo conto che la media giornaliera di dodici litri sarebbe non di molto inferiore a quella della razza bruno svizzera ma ottenuta in paesi e climi ben più adatti e con foraggi, mangimi e pascoli più facili e ricchi.

L’azienda produce dell'agave (sisal) per una media annua di circa cinquecento quintali; un apposito impianto provvede alla sfibratura direttamente sul posto.

Degno di particolare menzione è l’esperimento di coltura della palma dattilifera, iniziato anni or sono, in questa azienda, e proseguito altrettanto felicemente, poi, in quella di Inghernè.

Malgrado il fallimento di numerosi tentativi, effettuati con migliaia di polloni importati dall’ Ufficio Agrario in Eritrea nel 1911-12, e contrariamente all’opinione generale che fosse possibile valersi dei soli polloni e non di semi, il Comm. De Ponti non esitava ad iniziare, quindici anni or sono, una serie di esperimenti nell’azienda di Dahari, valendosi esclusivamente di semi.

Sfatando l’antica leggenda: “ che chi semina datteri, non mangerà datteri”, egli vedeva coronata da successo la sua iniziativa perché le palme ottenute da seme, dopo quindici anni di sviluppo, hanno prodotto i primi fruiti; e quelle seminale nell'azienda di Inghernè hanno dato sin dal settimo anno di vita frutti economicamente apprezzabili per quantità, qualità e sapore: E’ evidente quale interesse abbia l'esperimento attuato, e di quali sviluppi esso potrebbe essere suscettibile.

Rigogliosi -agrumeti occupano parte della concessione: milleduecento alberi di arancio, limone e mandarino, forniscono ima produzione ottima ed abbondante; papaie, mango, annoni, psidium, completano la verdeggiante ricchezza degli estesi «giardini».

Un’altra apprezzabile attività dell'azienda De Ponti è la raccolta della resina della Bosvelia Papyrifera, raccolta che viene effettuala da un migliaio di indigeni nelle zone di Agordat. Tessenei, Barentù, Gullui. La resina, ammassata nei magazzini dell'Azienda, viene spezzettata da frantoi meccanici od a mano, poi sottoposta prima ad una cernita per colore e pezzatura, indi alla pulitura. A tali lavorazioni' sono addetti circa trecento elementi indigeni, fra operai ed operaie.

La resina, che è impiegala nella fabbricazione di dati colori e vernici a coppale, od arsa, viene esportala in Egitto, in Etiopia ed altri Paesi; la raccolta, cui potrebbe essere dato maggiore impulso, è per ora limitata al quantitativo richiesto dai suddetti mercati.

L’azienda di Inghernè

Questa. seconda attività agricola, cui il Comm. De Ponti diede inizio circa dieci anni or sono (1939), si estende di una superficie di oltre trecento ettari, lungo il fiume Barca, non appena oltrepassalo il grandioso ponte che lo valica, al cinquantatreesimo chilometro della strada Cheren Agordat.

La vasta concessione, a chi la osserva dall’altura ove hanno sede i vari fabbricati civili e rustici, offre la suggestiva visione di un’estesissima plaga ove bananeti ed agrumeti si susseguono in pieno rigoglio; lussureggiante esplosione di verzura a perdita d'occhio, qua e là interrotta dall’esigua macchia di un fabbricalo, o ila un campo di durra.

Estesissimi bananeti ed agrumeti in fase di sviluppo coprono gran parte dei trecento ettari della concessione, che conta pure numerose palme dattilifere, melograni, mango, annoni, e vivai di aranci amari; il restante è occupato dalla coltivazione di durra, o produce i foraggi occorrenti alle due aziende.

Attualmente, nei vari lavori, sono occupati cinque dipendenti italiani e trecento operai indigeni; a questi sono stati dati inoltre, a mezzadria, alcuni appezzamenti e vengono riforniti di semi, attrezzi agricoli, anticipazioni in denaro, per le loro coltivazioni.

Le esili frange di dodicimila palme dattilifere si alternano, nei bananeti, alle lunghe foglie verdi delle ceppaie; di queste palme, che stanno compiendo il loro ciclo di sviluppo vegetativo, molte hanno fruttificato sin dal settimo anno, dimostrando come una intelligente tenacia possa spesso sfatare errate previsioni o radicati pessimismi. A questo settore dell'azienda viene dedicata comprensibile cura; l’importanza dell’esperimento attuato risiede non solo nei risultati brillantemente ottenuti, ma anche nella possibilità che esso possa essere riprodotto in copie di numero quasi illimitato lungo le golene del fiume Gasc.

Diretta dal Sig. Aurelio De Ponti, figlio del titolare e che sembra avere ereditato dal padre il vivo amore per la terra, l’azienda di Inghernè produce banane ed agrumi in notevole quantità, oltre a melagrane, manghi, arnioni, durra, sesamo, cotone.

Completano l’attrezzatura dell’ azienda : un’officina meccanica; una fornace di mattoni, una falegnameria-segheria -che oltre ai normali lavori di manutenzione produce le cassette e gl’imballaggi per i prodotti da esportazione-, due centrali elettriche -per energia ed illuminazione-, un molino per la macinazione della durra ed un secondo per la sfarinatura della polpa di dum -utilizzata come mangime-, varie presse da foraggi. Dodici pozzi, muniti di motopompe ed elettro- pompe, provvedono all’irrigazione delle estese colture, intersecate, da canali e tubazioni.

Su di un'altura sovrastante la concessione hanno sede gli uffici, i magazzini de­posito, gli alloggi per il personale nazionale, ospitato in solide costruzioni in mu­ra tura. Un forno per la cottura del pane, vari impianti di doccia in apposito fabbricato, locali per mensa, una piscina, un deposito di medicinali e materiale sanitario, completano le provvidenze attuate a favore del personale dipendente; e mentre gli alloggi ed i locali per nazionali sono provvisti di doccia, ghiacciaie, illuminazione ecc., si è provveduto anche per gli elementi indigeni, allogati in un piccolo villaggio adiacente secondo i loro costumi e tradizioni.

Duecento capi di bestiame da lavoro e da allevamento hanno ricovero in ampie e ventilale stalle, nella cui costruzione è stato usalo prevalentemente materiale proveniente dalla palma dum, lavoralo dalla segheria dell’azienda. Contributo alimentare notevole è dato dal tronco delle banane che affettato è assai gradito alimento pel bestiame.

Nel settembre del 1948, a felice coronamento di non facili pratiche, l’azienda che, come si è detto, vanta una forte produzione ed in continuo aumento; ha trovato benefìcio nell’ esportazione delle banane in Italia. Di esse, oltre al trasporlo per via mare (che presenta, oggi, non lievi difficoltà ed inconvenienti) sono stati effettuali numerosi trasporli per via aerea; questo mezzo si è dimostrato come il più acconcio, (data la sua celerità che permette di trasportare in Italia in poche ore il frutto a giusto punto di maturazione, ed evita le alte­razioni molto facili a riscontrarsi con mezzi di trasporto più lenti. Per quanto il nolo per il trasporto abbia inciso sul prezzo del prodotto, l'esperimento per via aerea ha dimostralo quali sviluppi esso potrebbe raggiungere in un secondo tempo, specie se, con l’auspicato ritorno della colonia alla sua normalità, potranno venir istituiti campi di atterraggio più vicini ai luoghi di produzione; ciò renderà più facile il carico, più snello ed efficiente il servizio, ed eliminerà i danneggiamenti del frutto negli smistamenti dall’uno all’altro mezzo di trasporto, alleggerendo pure il costo delle spese oggi sostenute per il trasferimento dei pro­dotti dal luogo di raccolta all’altopiano.

E’ in studio la installazione di un importante apiario moderno con prospettive assai promettenti. Esperimenti fatti hanno dimostralo che dalla fioritura delle palme dum e dattilifere, degli agrumi e dalle infiorescenze dei banani, ai piedi dei quali l’acqua scorre quasi continuamente, le api possano trovare facile bottino e vivere e prosperare lutto l'anno. Si spera cosi di modificare il tanto deprecalo carattere di nomadismo che le fa trasferire continuamente da una regione all’altra a seconda delle stagioni delle piogge e che ha reso fin qui tanto aleatoria l’apicultura razionale.

Le due aziende di Dahari e di Inghernè hanno notevole importanza Bell’economia del Paese e per la sua autonomia nel vitale settore dell’alimentazione. Esse sono costale lunghi anni di fatiche, ed hanno richiesto ingente impiego di mezzi finanziari, ma costituiscono indubbiamente una luminosa pagina di quella storia dello sviluppo agricolo Eritreo che gli italiani hanno scritto, con vanga ed aratro, sul libro eterno della terra.

 Di Giacinto Fiore, da Eritrea 1949 Rivista, numero unico, ed: Tipografia Francescana.