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GLI EUCALIPTUS 2

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20/05/2014 05:42 #22012 da wania
[justify]Buongiorno gente, che ne dite se stasera si fa una chiacchierata in chat verso le 18 ?[/justify]

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20/05/2014 00:02 #22011 da Francesco
Considerazioni notturne.

Ormai, dopo le dichiarazioni di giornalisti seri e di polso anglo-americani , è certo , non essendoci alcuna smentita da parte di coloro che, assieme allo straniero, hanno effettuato, nel 2011, un golpe a danno di Silvio Berlusconi, ma soprattutto a danno degli Italiani!!!
Quello fu veramente un colpo di stato per eccellenza che ha un nome: ALTO TRADIMENTO!
Gli italiani dovrebbero rammentare che quell’atto perpetrato da uomini delle istituzioni, in combutta con i governi di Francia e Germania, ha provocato, tramite la conseguente ed infelice politica di austerità di Monti, parecchi morti per suicidio, recessione e stagnazione economica e, conseguente impoverimento.
In altre nazioni, questo ignominioso tradimento sarebbe stato oggetto di una seria inchiesta parlamentare per la ricerca dei responsabili. E invece, malgrado tutto, tutto tace!!!
Si è toccato il fondo dell’illegalità costituzionale, ove si sono successi tre governi non eletti dagli italiani.
Ed il penultimo dei quali liquidato, con un colpo di mano, da repubblica sudamericana.


EEA

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19/05/2014 17:12 #22010 da Francesco
GIACI', fra poco rispondero' alla telefonata che mi hai fatto.
A proposito di via Chiatamone ( ove vi è la sedde del Mattino)ti comunico che per motivi squisitamente anagrafici,non ho avuto la ventura di potere frequentare quelle "case", in quanto il 20 settembre del 1958 ( data della chiusura infausta delle predette) non avevo i prescritti 18 anni.
Quel giorno ero a Roma da mio zio.
Di seguito riproduco uno stralcio del libro "Agrigento nella storia-Dal Cristianesimo al 1968"che dovrei pubblicare se la fortuna mi assistera'.Lo stralcio riguarda quelle case in Agrigento.
Cosi' accontentero' Silvano che, tempo fà, mi aveva invitato a pubblicare qualcosa.
EEA

Stralcio del testo:

" 3.43 Il Piano Sanzo
Proseguendo dalla Salita Monte dei Pegni, s’incontra il settecentesco palazzo Ugo, il cui portale è in completo stato di abbandono. Superata la salita si arriva al Piano Sanzo, ove si erge il palazzo barocco Tomasi di Lampedusa (della omonima famiglia del principe Giuseppe Tomasi, autore del romanzo postumo “Il Gattopardo”) recentemente ristrutturato. Al predetto piano si può accedere anche dalla Via Neve, ove superata la scalinata sinistra, si accede alla Via Sanzo , dalla quale , percorrendola tutta , si arriva al Piano in argomento. Prima di arrivare al predetto Piano, sulla sinistra si sale con una scalinata chiamata Salita Sanzo, a sinistra del quale s’incontra il palazzo barocco del barone Trainiti .Superato il quale si continua a salire la Via Belguardo sino alla Via Matteotti .Lungo la via Sanzo, fino a metà degli anni ’50, c’era la sede della Banca Federale Siciliana ( il cui azionista di riferimento era il marchese Ignazio Giambertoni ), la quale venne poi incorporata dalla Banca Popolare Siciliana di Canicattì, poi MPS di Siena.
Al riguardo, devo precisare che la predetta Banca, come la Banca di Girgenti, e quella erano gli unici istituti di credito con sedi centrali agrigentini .
L’isolato che inizia, parzialmente , dalla Via Belguardo, parte della Salita Sanzo ed il Piano Sanzo risulta espropriato dal Comune e ristrutturato. Il predetto isolato comprende pure i palazzi Trainiti e Tomasi di Lampedusa . Pare che il complesso sia destinato ad una scuola di musica od a un conservatorio .
3.44 Le Case di tolleranza
Un tempo esistevano le cosiddette “Case di tolleranza”, volgarmente chiamati casini , bordelli , ma anche postriboli , case chiuse, case d’appuntamenti e lupanari. In detti luoghi era lecito e tollerato che le prostitute potessero esercitare “ il più antico mestiere del mondo “.
La professione della prostituzione, se da un lato è stata spesso giudicata riprovevole all'interno dei contesti politici e religiosi, dall'altro tale pratica veniva tollerata nella consapevolezza del ruolo che rivestiva nell'ambito sociale.
Le “case” in argomento erano gestite dalle cosidette “tenutari” ( Oliveri , Traina e Pasta ). Generalmente, chi gestiva erano ex prostitute che ,essendo divenute non più adatte alla professione per l’età , si adattarono ad organizzare le “case “ con il permesso dell’ autorità di Pubblica Sicurezza, preposta alla vigilanza. La predetta autorità espletava un severo controllo periodico, con il fine di controllare se le norme imposte dalla legge fossero applicate. Il controllo verteva sulle condizioni igienico sanitarie, sull’ordine pubblico, sull’accertamento delle generalità delle meretrici ( già schedate alla Questura ) e soprattutto sull’applicazione della norma che le predette “ case” erano interdette ai minori di anni 18. Il controllo sanitario, prima della loro soppressione, era affidato al dr. Giovanni Cremona ( con studio nell’ex casa Foderà nel cortile Contarini ), specializzato sulla prevenzione e cura delle malattie veneree. Il medico, periodicamente, si recava sul posto con il compito di accertare il rispetto delle condizioni igienico sanitarie delle “case “ e ,soprattutto , visitare le prostitute presenti .Altro obbligo ( demandato al sanitario ed agli agenti di P.S. ) era quello di verificare la presenza dei profilattici ( in funzione antivenerea ed anticoncezionale ) che, obbligatoriamente, la “casa” doveva distribuire ai clienti .
Le meretrici avevano l’obbligo di consumare i pasti e dormire nella stessa casa. Ogni 15 giorni ( la quindicina ) dovevano osservare un turn over cambiando città. Ignoro se l’avvicendamento con altre prostitute fosse un obbligo disposto dalla legge oppure una motivazione di opportunità da parte delle “case.”
Per accedere in questi locali si doveva raggiungere il Piano Sanzo, attraverso la Via Neve o la Salita Monte dei Pegni. Dal piano si accedeva alla salita Vassallo che sbocca in via Bac Bac. Sulla predetta salita esistevano in attività le tre “ case “ : la prima salendo la scalinata sulla sinistra, mentre le altre due erano a destra, una delle quali, occupava parte dei locali del palazzo barocco già appartenuto alla nobile famiglia dei Tomasi di Lampedusa .
Le salette di attesa ove i clienti avevano la possibilità di scegliere la “partner “ erano muniti di comodi salottini con le pareti , spesso , decorate con raffigurazioni lascivie e spesso pacchiane. Non mancavano, mi hanno raccontato, salette particolari ed eleganti, riservate a personaggi, per censo e professioni, molto in vista della città.
In un angolo c’era un imponente mobile adibito alla cassa ove era seduta la tenutaria ( metresse); si pagava in anticipo ed al cliente veniva consegnata la “marchetta “che poteva essere un gettone in ottone forato al centro e nel dorso recava inciso il nome della Casa ( ma poteva ridursi ad un semplice talloncino di carta o cartone ) che veniva consegnata in camera alla ragazza prima della prestazione
Inoltre, nella sala d’attesa, c’era esposto un tariffario, che prevedeva varie prestazioni: dalla “semplice o singola”
( praticamente una “sveltina”) alla “doppia” (rapporto più curato con maggiori attenzioni da parte della ragazza).
Le “spettanze della Casa” salivano, poi, per i più dotati ( fisicamente ed economicamente) che volevano prolungare l’incontro, e, invece, scendevano grazie alle “agevolazioni” praticate a studenti e militari
A proposito, l’importo semplice della marchetta, fino al “fatidico” 20 settembre 1958, ( costo minimo di una “prestazione) ad Agrigento , era di £. 320 .
Un’altra casa, la piu’ apprezzata e costosa, era ubicata nel palazzo Fasulo ,esattamente sotto il Circolo dei Nobili
( fondato nel 1745), il cui ingresso era nella via Gallo. La “casa” era piccola ma con decorazioni ed arredi meno pacchiani di quelle della salita Vassallo : un ambiente raffinato frequentato da nobiltà e borghesia . Ed il prezzario era più alto delle altre case . . La tenutaria ,famosa in città , era una certa Bianca .
In città circolava una storiella , ancora viva nei ricordi delle persone anziane : si racconta che tra il circolo e la sottostante casa ci fosse una scaletta a chiocciola che consentiva ai soci ( nobili e d’alta borghesia, nonché politici e gerarchi fascisti, per evidenti motivi d’oppurtunità, di frequentare il luogo senza farsi notare all’esterno da occhi indiscreti .
Parlando con un amico molto piu’ anziano di me ho chiesto se la storiella fosse veritiera o si trattasse di un aneddoto carico di malignità . Questi mi ha confermato che era vero e che lui stesso aveva visto , quando il circolo era in attività , su indicazione di un socio suo amico , la piccola scala chiusa in un angusto ripostiglio .
Dall’estate del 2010 il circolo dei Nobili ha riaperto i battenti per ospitare, provvisoriamente, il circolo Empedocleo
( fondato nel 1835), chiuso per lavori di ristrurazioni . Al riguardo, vedi paragrafo relativo al circolo .
Da socio dell’Empedocleo, a buon diritto, sono entrato, per la prima volta, nel circolo ed al cameriere ho chiesto se sapesse qualcosa sull’esistenza della scaletta segreta . Questi, abbozzando un sorriso sornione, mi condusse sul lato destro del locale e mi mostrò il piccolo ripostiglio pieno di scatole di cartone vuote. La scaletta non è più visibile in quanto coperta da un piccolo solaio.
In questa città, qualcuno di nobile lignaggio , il marchesino X, assiduo frequentatore di quella casa , perse la testa per una bellissima meretrice, la quale , su invito dello spasimante , abbandonò la “casa” ed il “ mestiere “ ed andò ad abitare in un appartamento del centro per condurre una vita normale e dignitosa .
Non mancò ,ovviamente, l’opposizione dura della famiglia ,ma il fidanzato ,innamoratissimo , non ne tenne conto .
Il matrimonio, in seguito, venne celebrato per onorare un voto che la madre del nobile fece , in occasione del terribile bombardamento aereo-navale statunitense del 15 luglio 1943, che semidistrusse Agrigento .La povera madre ,ignorando dove fosse il figlio ,durante l’incursione , promise alla Madonna che, se costui fosse ritornato a casa sano e salvo, gli avrebbe dato il consenso di impalmare la ex meretrice .
Le case di tolleranza vennero abolite a seguito della promulgazione della legge n. 75/58 della senatrice Merlin, con decorrenza 20 settembre 1958.
Furono molte le generazioni che, per diversi decenni, salirono le scale della salita Vassallo .
L’iniziativa della senatrice Merlin non era quello di abolire “ il mestiere più vecchio del mondo “, ma era soltanto quello di cancellare lo sfruttamento della prostituzione da parte di uno Stato “ lenone “ che traeva , annualmente , ingenti somme derivanti dalla tassazione che imponeva alle predette “case” .

3.45 Effetti negativi prodotti dall’abolizione
Ma l’azione “moralizzatrice” della senatrice socialista cosa ha prodotto ?
Se da un lato si volle eliminare una presunta immoralità dello Stato ( considerato lenone , pappone ), che per incassare le imposte, sfruttava le giovani prostitute, dall’altro si aprì una piaga molto più grande e deleteria che, dal 20 settembre di quell’anno in poi, provocò e continua a provocare effetti negativi che brevemente di seguito elenco :
-lo sfruttamento di povere ragazze ( anche minorenni ), ridotte in schiavitù, da parte di organizzazioni criminali che si arricchiscono sulla pelle delle medesime attirate, con false promesse di lavoro onesto, in un turpe giro senza via d’uscita. Molte, leggendo le pagine di cronaca nera dei giornali, hanno tentato una via d’uscita, ma con conseguenze nefaste che prevedono uno sfregio permanente od, addirittura, la morte .
-L’incremento delle rinominate organizzazioni criminali senza scrupoli .
-Lo spettacolo indecente delle ragazze che, con un abbigliamento molto succinto, , adescano i clienti lungo le strade delle città.
-Lo spettacolo, ancor più indecoroso, di uomini travestiti con abilti femminili ( i cosidetti transessuali o viados ) .
-Problemi di moralita’ e di ordine pubblico .
-Ed infine, l’incremento delle malattie veneree e della recente comparsa di una nuova malattia,ancor piu’ pericolosa e devastante, come l’Aids .
Allora , per concludere, era meglio che il “pappone” fosse lo Stato il quale, a buon ragione , avrebbe continuato a fare pagare le tasse anche a questa categoria evitando anche problemi di ordine pubblico e malattie ."

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19/05/2014 17:10 #22009 da Francesco
GIACI', fra poco rispondero' alla telefonata che mi hai fatto.
A proposito di via Chiatamone ( ove vi è la sedde del Mattino)ti comunico che per motivi squisitamente anagrafici,non ho avuto la ventura di potere frequentare quelle "case", in quanto il 20 settembre del 1958 ( data della chiusura infausta delle predette) non avevo i prescritti 18 anni.
Quel giorno ero a Roma da mio zio.
Di seguito riproduco uno stralcio del libro "Agrigento nella storia-Dal Cristianesimo al 1968"che dovrei pubblicare se la fortuna mi assistera'.Lo stralcio riguarda quelle case in Agrigento.
Cosi' accontento Silvano che, tempo fà, mi aveva invitato a pubblicare qualcosa.
EEA

Stralcio del testo:

" 3.43 Il Piano Sanzo
Proseguendo dalla Salita Monte dei Pegni, s’incontra il settecentesco palazzo Ugo, il cui portale è in completo stato di abbandono. Superata la salita si arriva al Piano Sanzo, ove si erge il palazzo barocco Tomasi di Lampedusa (della omonima famiglia del principe Giuseppe Tomasi, autore del romanzo postumo “Il Gattopardo”) recentemente ristrutturato. Al predetto piano si può accedere anche dalla Via Neve, ove superata la scalinata sinistra, si accede alla Via Sanzo , dalla quale , percorrendola tutta , si arriva al Piano in argomento. Prima di arrivare al predetto Piano, sulla sinistra si sale con una scalinata chiamata Salita Sanzo, a sinistra del quale s’incontra il palazzo barocco del barone Trainiti .Superato il quale si continua a salire la Via Belguardo sino alla Via Matteotti .Lungo la via Sanzo, fino a metà degli anni ’50, c’era la sede della Banca Federale Siciliana ( il cui azionista di riferimento era il marchese Ignazio Giambertoni ), la quale venne poi incorporata dalla Banca Popolare Siciliana di Canicattì, poi MPS di Siena.
Al riguardo, devo precisare che la predetta Banca, come la Banca di Girgenti, e quella erano gli unici istituti di credito con sedi centrali agrigentini .
L’isolato che inizia, parzialmente , dalla Via Belguardo, parte della Salita Sanzo ed il Piano Sanzo risulta espropriato dal Comune e ristrutturato. Il predetto isolato comprende pure i palazzi Trainiti e Tomasi di Lampedusa . Pare che il complesso sia destinato ad una scuola di musica od a un conservatorio .
3.44 Le Case di tolleranza
Un tempo esistevano le cosiddette “Case di tolleranza”, volgarmente chiamati casini , bordelli , ma anche postriboli , case chiuse, case d’appuntamenti e lupanari. In detti luoghi era lecito e tollerato che le prostitute potessero esercitare “ il più antico mestiere del mondo “.
La professione della prostituzione, se da un lato è stata spesso giudicata riprovevole all'interno dei contesti politici e religiosi, dall'altro tale pratica veniva tollerata nella consapevolezza del ruolo che rivestiva nell'ambito sociale.
Le “case” in argomento erano gestite dalle cosidette “tenutari” ( Oliveri , Traina e Pasta ). Generalmente, chi gestiva erano ex prostitute che ,essendo divenute non più adatte alla professione per l’età , si adattarono ad organizzare le “case “ con il permesso dell’ autorità di Pubblica Sicurezza, preposta alla vigilanza. La predetta autorità espletava un severo controllo periodico, con il fine di controllare se le norme imposte dalla legge fossero applicate. Il controllo verteva sulle condizioni igienico sanitarie, sull’ordine pubblico, sull’accertamento delle generalità delle meretrici ( già schedate alla Questura ) e soprattutto sull’applicazione della norma che le predette “ case” erano interdette ai minori di anni 18. Il controllo sanitario, prima della loro soppressione, era affidato al dr. Giovanni Cremona ( con studio nell’ex casa Foderà nel cortile Contarini ), specializzato sulla prevenzione e cura delle malattie veneree. Il medico, periodicamente, si recava sul posto con il compito di accertare il rispetto delle condizioni igienico sanitarie delle “case “ e ,soprattutto , visitare le prostitute presenti .Altro obbligo ( demandato al sanitario ed agli agenti di P.S. ) era quello di verificare la presenza dei profilattici ( in funzione antivenerea ed anticoncezionale ) che, obbligatoriamente, la “casa” doveva distribuire ai clienti .
Le meretrici avevano l’obbligo di consumare i pasti e dormire nella stessa casa. Ogni 15 giorni ( la quindicina ) dovevano osservare un turn over cambiando città. Ignoro se l’avvicendamento con altre prostitute fosse un obbligo disposto dalla legge oppure una motivazione di opportunità da parte delle “case.”
Per accedere in questi locali si doveva raggiungere il Piano Sanzo, attraverso la Via Neve o la Salita Monte dei Pegni. Dal piano si accedeva alla salita Vassallo che sbocca in via Bac Bac. Sulla predetta salita esistevano in attività le tre “ case “ : la prima salendo la scalinata sulla sinistra, mentre le altre due erano a destra, una delle quali, occupava parte dei locali del palazzo barocco già appartenuto alla nobile famiglia dei Tomasi di Lampedusa .
Le salette di attesa ove i clienti avevano la possibilità di scegliere la “partner “ erano muniti di comodi salottini con le pareti , spesso , decorate con raffigurazioni lascivie e spesso pacchiane. Non mancavano, mi hanno raccontato, salette particolari ed eleganti, riservate a personaggi, per censo e professioni, molto in vista della città.
In un angolo c’era un imponente mobile adibito alla cassa ove era seduta la tenutaria ( metresse); si pagava in anticipo ed al cliente veniva consegnata la “marchetta “che poteva essere un gettone in ottone forato al centro e nel dorso recava inciso il nome della Casa ( ma poteva ridursi ad un semplice talloncino di carta o cartone ) che veniva consegnata in camera alla ragazza prima della prestazione
Inoltre, nella sala d’attesa, c’era esposto un tariffario, che prevedeva varie prestazioni: dalla “semplice o singola”
( praticamente una “sveltina”) alla “doppia” (rapporto più curato con maggiori attenzioni da parte della ragazza).
Le “spettanze della Casa” salivano, poi, per i più dotati ( fisicamente ed economicamente) che volevano prolungare l’incontro, e, invece, scendevano grazie alle “agevolazioni” praticate a studenti e militari
A proposito, l’importo semplice della marchetta, fino al “fatidico” 20 settembre 1958, ( costo minimo di una “prestazione) ad Agrigento , era di £. 320 .
Un’altra casa, la piu’ apprezzata e costosa, era ubicata nel palazzo Fasulo ,esattamente sotto il Circolo dei Nobili
( fondato nel 1745), il cui ingresso era nella via Gallo. La “casa” era piccola ma con decorazioni ed arredi meno pacchiani di quelle della salita Vassallo : un ambiente raffinato frequentato da nobiltà e borghesia . Ed il prezzario era più alto delle altre case . . La tenutaria ,famosa in città , era una certa Bianca .
In città circolava una storiella , ancora viva nei ricordi delle persone anziane : si racconta che tra il circolo e la sottostante casa ci fosse una scaletta a chiocciola che consentiva ai soci ( nobili e d’alta borghesia, nonché politici e gerarchi fascisti, per evidenti motivi d’oppurtunità, di frequentare il luogo senza farsi notare all’esterno da occhi indiscreti .
Parlando con un amico molto piu’ anziano di me ho chiesto se la storiella fosse veritiera o si trattasse di un aneddoto carico di malignità . Questi mi ha confermato che era vero e che lui stesso aveva visto , quando il circolo era in attività , su indicazione di un socio suo amico , la piccola scala chiusa in un angusto ripostiglio .
Dall’estate del 2010 il circolo dei Nobili ha riaperto i battenti per ospitare, provvisoriamente, il circolo Empedocleo
( fondato nel 1835), chiuso per lavori di ristrurazioni . Al riguardo, vedi paragrafo relativo al circolo .
Da socio dell’Empedocleo, a buon diritto, sono entrato, per la prima volta, nel circolo ed al cameriere ho chiesto se sapesse qualcosa sull’esistenza della scaletta segreta . Questi, abbozzando un sorriso sornione, mi condusse sul lato destro del locale e mi mostrò il piccolo ripostiglio pieno di scatole di cartone vuote. La scaletta non è più visibile in quanto coperta da un piccolo solaio.
In questa città, qualcuno di nobile lignaggio , il marchesino X, assiduo frequentatore di quella casa , perse la testa per una bellissima meretrice, la quale , su invito dello spasimante , abbandonò la “casa” ed il “ mestiere “ ed andò ad abitare in un appartamento del centro per condurre una vita normale e dignitosa .
Non mancò ,ovviamente, l’opposizione dura della famiglia ,ma il fidanzato ,innamoratissimo , non ne tenne conto .
Il matrimonio, in seguito, venne celebrato per onorare un voto che la madre del nobile fece , in occasione del terribile bombardamento aereo-navale statunitense del 15 luglio 1943, che semidistrusse Agrigento .La povera madre ,ignorando dove fosse il figlio ,durante l’incursione , promise alla Madonna che, se costui fosse ritornato a casa sano e salvo, gli avrebbe dato il consenso di impalmare la ex meretrice .
Le case di tolleranza vennero abolite a seguito della promulgazione della legge n. 75/58 della senatrice Merlin, con decorrenza 20 settembre 1958.
Furono molte le generazioni che, per diversi decenni, salirono le scale della salita Vassallo .
L’iniziativa della senatrice Merlin non era quello di abolire “ il mestiere più vecchio del mondo “, ma era soltanto quello di cancellare lo sfruttamento della prostituzione da parte di uno Stato “ lenone “ che traeva , annualmente , ingenti somme derivanti dalla tassazione che imponeva alle predette “case” .

3.45 Effetti negativi prodotti dall’abolizione
Ma l’azione “moralizzatrice” della senatrice socialista cosa ha prodotto ?
Se da un lato si volle eliminare una presunta immoralità dello Stato ( considerato lenone , pappone ), che per incassare le imposte, sfruttava le giovani prostitute, dall’altro si aprì una piaga molto più grande e deleteria che, dal 20 settembre di quell’anno in poi, provocò e continua a provocare effetti negativi che brevemente di seguito elenco :
-lo sfruttamento di povere ragazze ( anche minorenni ), ridotte in schiavitù, da parte di organizzazioni criminali che si arricchiscono sulla pelle delle medesime attirate, con false promesse di lavoro onesto, in un turpe giro senza via d’uscita. Molte, leggendo le pagine di cronaca nera dei giornali, hanno tentato una via d’uscita, ma con conseguenze nefaste che prevedono uno sfregio permanente od, addirittura, la morte .
-L’incremento delle rinominate organizzazioni criminali senza scrupoli .
-Lo spettacolo indecente delle ragazze che, con un abbigliamento molto succinto, , adescano i clienti lungo le strade delle città.
-Lo spettacolo, ancor più indecoroso, di uomini travestiti con abilti femminili ( i cosidetti transessuali o viados ) .
-Problemi di moralita’ e di ordine pubblico .
-Ed infine, l’incremento delle malattie veneree e della recente comparsa di una nuova malattia,ancor piu’ pericolosa e devastante, come l’Aids .
Allora , per concludere, era meglio che il “pappone” fosse lo Stato il quale, a buon ragione , avrebbe continuato a fare pagare le tasse anche a questa categoria evitando anche problemi di ordine pubblico e malattie ."

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19/05/2014 16:41 #22008 da Francesco
Ciao SILVANO,
ti ringrazio di avermi riportato a li tempi belli de quand'ero beato fra le donne. Allora, porca miseria, nè famiglia, nè pensieri e nè acciacchi!
Per dirtene una: quando lavoravo sull'autostrada passante per Cassino, d'estate, ogni sera, seguendo quela strada piena di curve( 80 km A/R)raggiungevo il mare di Formia e Scauri.Ero amico del noto trombettista Nini' Rosso che si esibiva in uno dei locali piu' rinomati.Certe volte andavo ( ove il core me portava)nella vicina Gaeta, Terracina e al Circeo...Bah, chiudiamo che è meglio.Silva': 24 anni avevo!!!
Avevo amicizie anche con matusa: un notaio, pieno di grano ed un ex maggiore tedesco( gli mancava un braccio perso proprio a Cassino).Era il commissario per le onoranze dei caduti tedeschi.Figurati se non me lo facevo amico.Raccolse dalla Sicilia a Cassino oltre 100 mila morti di camerati che sistemo' nel cimitero tedesco.Un vero teutonico: mi nego'una delle migliaia croci di ferro al valore militare perchè dopo averle inventariate le doveva consegnare al "coferno" tedesco.Ma, da buon italiano,lo feci fesso: ne fregai una!Contento e gabbato divento' il teutonico.
SILVA', l'infermiera che mi sta dietro le spalle è troppo abbronzata.... chiamami una valkiria.

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19/05/2014 16:08 #22007 da Giacinto-Matarazzo
E che vuoi farci ? Mah ! Certamente ambedue. Ma a quest'età e rispetto ai tempi che se ne fanno di peggio !

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