Lunga vita al Mai Taclì


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Una coppia di Asmarini è seduta su una panchina di rimpetto alla Cattedrale, legge il Mai Taclì, chiave che mette in moto il meccanismo per frugare nei ricordi, grazie a Marcello e ai suoi collaboratori. In primo piano una bicicletta, mezzo di locomozione a noi caro che ci porterà sul sentiero del futuro. Evviva il Mai Taclì che ha raggiunto il suo trentacinquesimo anno di vita e a tutti noi auguri di buon Natale e buon Anno. In questo momento la bici mi fa venire in mente Padre Protasio che necessita di 800 (ottocento) biciclette per gli allievi della scuola di Massaua: accostiamoci alle sue iniziative per onorare il suo impegno. Chiudo in parentesi questo mio pensiero e riprendo il discorso dei ricordi. Mi rendo conto che noi Asmarini nei nostri Raduni – nazionali o mini che siano – siamo un po’ patetici; per questo mi piacerebbe conoscere il giudizio di un italiano bianco (mio marito), dei miei figli, di mio genero e anche di mio nipote Matteo e di Alice, tre generazioni che ci scrutano.

Marisa Masini de’ Bonetti


Io penso che l’esperienza vissuta dagli Italiani in Eritrea sia stata unica e irripetibile: un tuffo in un Paese fantastico, dove tutto era fantastico, lontano mille miglia dal ricordare la vita passata in Patria. Erano perfino fantastici gli stessi Italiani che in Eritrea avevano ritrovato una solidarietà e una comunanza eccezionali: perfino un linguaggio, un italiano particolare che li caratterizzava, privo di accenti dialettali atteso che provenivano da diverse regioni italiane del Nord e del Sud e da dialetti quindi veramente diversi. Non c’è da meravigliarsi se i racconti degli Italiani Eritrei dimostrano una nostalgia talmente forte da rappresentare cose e fatti come se fossero stati vissuti in un’atmosfera da Mille e una Notte; la loro esperienza è stata unica e non ci sarà mai più in eterno una situazione tanto felice; i tempi sono cambiati, non esiste ritorno. Perciò sentire i loro racconti è come sentire cose di un altro  mondo, felice e spensierato, scomparso irrimediabilmente più di sessant’anni fa quando con una certa tristezza gli Italiani Eritrei fecero ritorno in Patria, che trovarono fra l’altro non ancora guarita dalle piaghe di una guerra perfino fratricida. Nelle loro riunioni annuali i discorsi si riallacciano alle cose dette l’anno precedente e si predispongono a rendere vivi anche i ricordi meno presenti, scovati con un paziente lavoro di ricerca nella memoria collettiva. E’ come l’Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri. L’anno seguente i ricordi rifioriscono  più vividi e fantastici di prima e tutti sembrano ritornar giovani anche se purtroppo il tempo inesorabilmente li allontana sempre più da quella loro epoca felice. Comunque beati loro, vivificati e rigenerati come sono dal  ritrovarsi  annualmente tutti insieme.

  Gino de’ Bonetti , italiano bianco.


Io credo di essere una delle poche che non ha avuto la fortuna di respirare l’aria di Asmara assieme a cotanta madre, tuttavia ho vissuto qualche raduno mini e qualche raduno maxi…non nego di invidiare un pochino la vitalità che questi “Italiani Eritrei” dimostrano quando si incontrano; sembra di odorare insieme a loro i sapori etnici del cibo, anzi, li gustiamo con loro durante i miniraduni, di vedere con i nostri occhi i colori dell’Africa che dipingono i loro racconti. Sembra tutto così magico – non patetico cara mamma – e poi li accomuna un linguaggio particolare, si salutano con uno strano trillo abissino, l’eleltà, urlato ma unico e simpatico. La mia fortuna è anche quella di aver rivisto i paesaggi disegnati da papà di aver potuto assaporarne i colori e i tratti iconografici poiché anche a lui è venuto il “mal d’Africa” e ha pensato bene di combatterlo a suon di pennello. Insomma, dobbiamo imparare da voi, cari Asmarini, a rivivere in armonia e allegria il tempo trascorso insieme. Le battute e le frasi di ricordo che vi dite nei raduni non sono mai fuori luogo, si vede che vi unisce un tratto di vita comune e particolare che solo voi avete vissuto. Carissimi vi faccio tanti auguri e….mi raccomando, alla prossima! !

Luca, Graziano, Matteo, Alice e la sottoscritta siamo ben lieti di trascorrere con voi nei raduni naghesi alcuni momenti di vita vissuta condividendo cibi, racconti, aneddoti e risate! !

                                                                                                       Donatella de’ Bonetti

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18/07/2019

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